Martino di Tours

san-martinoIl padre, militare in Pannonia, lo chiamò Martino, cioè «piccolo Marte». Nato verso il 316, seguì le orme paterne fino al grado di «primicerius», ufficiale di ronda. Una notte, il celebre episodio del mendicante infreddolito a cui diede la fodera di pelliccia del suo mantello. Cristo, in sogno, gli consegnò il suo. Si congedò quarantenne e si recò a Poitiers dal vescovo s. Ilario. Visse praticamente da monaco e fu presto attorniato da discepoli, per i quali creò il primo monastero d’Europa a Ligugé. Nel 371 morì il vescovo di Tours e i cittadini pensarono a Martino. Poiché questo non ne voleva sapere, lo attirarono in un tranello e lo rapirono. Acclamato vescovo a forza, Martino fu il primo a evangelizzare le campagne. Infatti, il cristianesimo era stato fino a quel momento una religione esclusivamente urbana. Per questa operazione creò a Marmoutier un centro per la formazione dei missionari per la Gallia. Verso il 397, mentre era in giro per una delle sue visite pastorali, sentì approssimarsi la fine e chiese di venire steso su una tavola cosparsa di cenere. Morì l’8 novembre e il suo corpo fu portato a Tours per i solenni funerali, che ebbero luogo l’11. La sua tomba venne poi distrutta dai calvinisti ugonotti nel 1562.

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