Vincenzo Grossi

vincenzo-grossiNacque nel 1845 a Pizzighettone, in diocesi di Cremona, ultimo di sette figli. Nel 1864, quasi ventenne, entrò in seminario e ne uscì sacerdote cinque anni dopo. Dapprima fu mandato come vicario in una parrocchia cittadina, poi fu economo a Sesto Cremonese e a Ca’ de’ Soresini. Ebbe una parrocchia sua a Regona Cremonese, dove rimase fino al 1883. In quell’anno fu assegnato alla parrocchia di Vicobellignano e da lì non si mosse più. In ognuna delle parrocchie in cui era stato aveva avuto cura di formare un gruppo di pie giovani che si occupassero della gioventù femminile. Da questa idea sorse una nuova famiglia religiosa, l’istituto delle Figlie dell’Oratorio, che il vescovo di Cremona, Geremia Bonomelli, approvò nel 1901. Come di consueto in questi casi, trascorsero diversi anni prima del riconoscimento ufficiale da parte della Santa Sede, che nel 1926 permise la trasformazione dell’istituto in congregazione. Ma il fondatore se ne era andato quasi dieci anni prima, nel 1917. Tuttavia, è incredibile il numero di nuove famiglie religiose che vide la luce nel secolo più anticlericale di tutti. Se si pensa alle difficoltà e al clima che i fondatori dovettero affrontare, i tempi attuali, dal confronto, escono perdenti.
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