Mecëv

Nacque a Mosca nel 1892. Dopo il ginnasio si iscrisse all’università e nel 1917 si laureò in storia e filosofia. Molto legato agli starec dell’eremo di Optina, nel 1919 ricevette l’ordinazione sacerdotale ed ebbe in carico la parrocchia di San Nicola a Mosca. Teneva corsi regolari su argomenti teologici e dal 1921 cominciò a insegnare nell’Accademia teologica locale. Formò attorno a sé una comunità di laici che resistette alle persecuzioni bolsceviche, anche se doveva praticamente agire in una situazione catacombale. Quando il metropolita Sergij firmò un patto lealistico col regime, padre Mecëv divenne un notorio oppositore e nel 1929 venne arrestato. Fu confinato a Kadnikov, nella regione di Vologda, per tre anni. Ma, secondo un collaudato sistema del potere comunista, poco prima della scadenza della condanna fu arrestato di nuovo e condannato a cinque anni di gulag in Siberia. Rilasciato nel 1937, si stabilì a Tver’, dove trovò lavoro come infermiere. Provò a mettersi in contatto con un vescovo che sapeva delle sue idee ma, quando questi venne arrestato, uscì fuori il suo nome. Il Mecëv provò a far perdere le sue tracce nascondendosi nelle campagne di Rybinsk, ma nel 1941 fu acciuffato e condannato alla fucilazione.
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