Alberico di Stavelot

Tra i sei santi di nome Alberico sugli altari bisogna stare attenti a non confondersi. Quello che commemoriamo oggi era abate di Stavelot, un’abbazia fondata verso il 647 in diocesi di Liegi da s. Remaclo (che fu l’evangelizzatore delle regioni occupate dall’attuale Belgio). Non molto tempo dopo, un’altra abbazia, quella di Malmédy, venne portata sotto lo stesso bastone abbaziale, anche perché non era molto distante da Stavelot. Non sappiamo praticamente nulla di s. Alberico di Stavelot -a parte quel che si è detto, e che resse le due abbazie nei nove anni intercorrenti tra il 770 e il 779. È molto probabile che sia stato un abate cosiddetto «commendatario», cioè un importante funzionario di corte (o un ricco notabile, a cui il re doveva qualche servigio di rilievo) chiamato dal re dei franchi a ricoprire la carica più che altro che per le sue competenze amministrative. In effetti, pare che Alberico abbia retto saggiamente le due abbazie, riuscendo addirittura a incrementarne i possedimenti e il patrimonio complessivo. Ma non si pensi a una carica puramente nominale: Alberico prese davvero i voti e si comportò da santo abate, anche se si firmava «indegno chierico e abate». Non se ne conosce l’anno della morte.

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