Ignazio

L’Apostolo Pietro, fuggito da Gerusalemme, riparò ad Antiochia, dove conobbe il giovane Ignazio. Pietro stesso, prima di andarsene, lo consacrò vescovo. Aveva quasi ottant’anni quando nel 107, nel corso della persecuzione scatenata da Traiano contro i cristiani, fu arrestato. L’imperatore mandò dieci dei suoi pretoriani a prenderlo, con l’ordine di condurlo a Roma dove la condanna per lui era già stata decisa: la morte tramite l’esposizione alle belve nel circo. Nel viaggio il drappello si fermò a Smirne, dove Ignazio ricevette la visita del vescovo s. Policarpo. Durante la sosta e in attesa dell’imbarco, scrisse tre lettere alle comunità cristiane di Efeso, poi a quella di Roma. Qui certi cristiani influenti stavano cercando il modo di salvargli la vita: Ignazio fece loro intendere di non esporsi inutilmente per un uomo così anziano. Il viaggio terminò a Roma, dove Ignazio venne giustiziato. Il mistero, a questo punto, riguarda il motivo del viaggio. Perché, infatti, non eseguire la sentenza ad Antiochia? Qualcuno sospetta che l’autorità di Ignazio fosse ben superiore, tanto da indurre Traiano alla sua traduzione nella capitale. In effetti, c’è un buco nella lista dei primi papi: Ignazio potrebbe esserlo stato.

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