Mihrsabor

Questo santo era un persiano del V secolo e sui documenti il suo nome compare scritto anche come Maharsabor. Era un nobile e visse al tempo del re Jezdegerd I. Per motivi oscuri, negli ultimi anni del regno di quest’ultimo venne distrutto un tempio di Ahura Mazda e la colpa fu addossata ai cristiani. Cominciò dunque la persecuzione, le cui vere cause andavano ricercate nel fatto che cristiano era il nemico di sempre, l’impero romano. I cristiani venivano perciò considerati una specie di quinta colonna e la persecuzione in grande stile si scatenò sotto il regno del successore di Jezdegerd, Vahram V. Questi fece arrestare Mihrsabor e altri due nobili cristiani, Narses e Sabutaka. I tre vennero torturati. Narses e Sabutaka furono giustiziati, mentre Mihrsabor finiva in carcere. Lo gettarono in una putrida cella e lo tennero completamente al buio per tre anni. Alla fine fu riportato davanti ai giudici, i quali gli chiesero se intendeva persistere nelle sue posizioni. Mihrsabor disse chiaramente che era cristiano e tale voleva restare. Fu dunque gettato in fondo a un pozzo e condannato a morire di fame e sete. Quando le guardie andarono a constatare il decesso, trovarono un cadavere inginocchiato e avvolto nella luce. Era il 424.
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