Ivio

Questo santo del VII secolo era probabilmente irlandese. Nei documenti il suo nome compare sia come Ivius che come Ivi, Iwig, Iwyus e Ywi. Pare che fosse un diacono di s. Cutberto, vescovo di Lindisfarne. Verso l’anno 625 il santo che ricordiamo oggi si trasferì in Bretagna. Non si sa assolutamente nulla di lui, a parte qualche traccia postuma. Come quella fornita dall’abbazia di Wilton, in Inghilterra. Questa abbazia, che sorgeva presso Salisbury, sosteneva di detenere alcune reliquie di un vescovo di nome Iwig. Non sappiamo quando e come Ivio sia stato fatto vescovo, ma è certo che il suo culto si sparse in Inghilterra e in Francia. In questi due Paesi quattro parrocchie portano il nome del santo: St. Ivi in Cornovaglia e Pontivy; Loguivi-Plougras e Loguivi-lez-Lannion in Bretagna. In quest’ultima sembra che nella chiesa si conservi un braccio del santo. Sotto l’altare dedicato a s. Ivio a suo tempo scaturiva una sorgente. I bretoni usavano bagnarci le camicie dei bambini per guarirli dalle coliche. È un fatto che in Bretagna il nome Ivo, Yves, sia molto diffuso. Uno dei maggiori santi della regione, Ivo di Bretagna, ebbe larga venerazione per tutto il Medioevo e ancora oggi è patrono degli avvocati e dei giuristi in genere.
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