Venceslao

Il patrono nazionale della Boemia era figlio del duca Vratislao e nipote di s. Ludmilla. Nel 921 morì suo padre e la reggenza fu assunta da sua madre, Drahomir. Questa allontanò la suocera Ludimilla e la fece uccidere. Tre anni dopo, Venceslao assunse il potere, internò sua madre e fece solennemente traslare le spoglie della nonna. Dovette subito affrontare una spedizione militare, che risolse senza spargimento di sangue con un duello personale. Poi fu la volta di un’aggressione da parte di Arnolfo di Baviera e, nel 928, di una da parte del re Enrico I. La pace con quest’ultimo fu siglata dalla costruzione in Praga di una chiesa dedicata a s. Vito, patrono dei Sassoni. Il fratello minore di Venceslao, Boleslav, ordì una congiura e invitò il fratello duca a un banchetto nel suo castello. Qui, forse presagendo il finale, il duca brindò a s. Michele Arcangelo «psicopompo» (cioè, guida delle anime nell’Oltretomba). Ma fu davanti alla porta della chiesa che Venceslao venne assalito. Riuscì a disarmare il fratello e gli ridiede la spada in segno di riconciliazione. Troppo tardi, perché gli altri assalitori lo massacrarono. Si dice che nessuno riuscì più a lavare il suo sangue dalla porta della chiesa. L’anno era il 929 o il 935.
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