Cristoforino della Guardia

Nel 1491 venne ritrovato il corpo orrendamente martoriato di un bambino di quattro anni, il piccolo Cristoforo (poi Beato). Fu riconosciuto dall’abito: bianco con una croce rossa e blu. Era stato epilettico e la madre si era raccomandata a s. Giovanni de Matha, il fondatore dell’ordine dei Trinitari. Questi religiosi erano dediti al riscatto degli schiavi cristiani in mano agli islamici e il loro abito era appunto bianco con una croce rosso-blu. Guarito miracolosamente per intercessione del santo, il bambino gli era stato consacrato. Si era nella Settimana Santa e il cadavere presentava segni di crocifissione, nonché una grande ferita al petto. Si pensò a un omicidio rituale perpetrato da certi ebrei superstiziosi convinti che sarebbero stati protetti da ogni male se avessero fatto uso del sangue giovane di un cristiano. Il blasfemo rito prevedeva l’essiccazione del sangue estratto dal cuore, la cui polvere, mischiata a quella di un’ostia consacrata, doveva venire sparsa su una sorgente. Di questo delitto parla il famoso e contestato libro di Ariel Toaff «Pasque di sangue» (2006). Nel 1759 il Sant’Uffizio ribadì una volta per tutte che gli ebrei nulla avevano a che fare con questo tipo di omicidi rituali.
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