Maurizio

Al tempo di Diocleziano una moltitudine (in celtico «bagad») di insorti nelle Gallie si sollevò contro l’esosità del fisco romano. Erano pastori e contadini rovinati, schiavi, disertori. Per reprimere la rivolta di questi «bagaudi» marciò Massimiano, che radunò un esercito a Octodurum (oggi Martigny, in Svizzera). Al raduno venne anche la Legione Tebea, di stanza nella vicina Agaunum (oggi Saint-Maurice). Questa legione era composta interamente da cristiani e i suoi ufficiali più alti erano Maurizio («primicerius»), Esuperio («campiductor») e Candido («senator militum»). Massimiano, «augusto» collega di Diocleziano per la parte occidentale dell’Impero, pretese dagli uomini schierati un solenne giuramento davanti agli dèi e che tutti sacrificassero agli idoli. Il motivo stava nella contemporanea persecuzione contro il cristianesimo. Maurizio e tutti gli uomini al suo comando si rifiutarono in quanto cristiani. La legione venne dunque sottoposta a decimazione. Dopo la prima carneficina, fu rinnovato l’invito al sacrificio e ancora si ebbe un rifiuto. Così, ebbe luogo una seconda decimazione. Non sappiamo se i seimilaseicento militari (tanti ne contava una legione) vennero uccisi tutti. Ma è questo quel che dice la tradizione.
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