Matteo Levi

È l’Apostolo che faceva il gabelliere («publicanus») a Cafarnao, Matteo Levi. Gesù gli disse di seguirlo e lui, lasciato tutto, lo fece. Era uno dei più distanti dalle cose di religione, anche per via del suo mestiere, ma lo sguardo magnetico di Cristo ne ebbe ragione. È lui stesso, nel Vangelo che scrisse in aramaico, a narrare scarnamente l’episodio. Secondo la tradizione predicò in Etiopia. Qui risuscitò Efigenia, figlia del re Egipo, provocando la conversione di tutto il paese. Efigenia, anzi, volle consacrarsi al Dio cristiano. Ma il successore di Egipo, Irtaco, intendeva prenderla in moglie. Poiché la donna gli resisteva, Irtaco, ritenendo che l’Apostolo ne fosse la causa, ordinò di ucciderlo. Le reliquie del santo, da Tarrium in Etiopia, nel 954 furono portate in Italia. Sbarcate a Paestum, vennero nascoste a Salerno. Qui vennero riscoperte nel 1080. Oggi riposano nella cattedrale di Salerno, città di cui il santo è protettore. Molte sono le tradizioni - oltre a quella che abbiamo riferito - legate alla vita di questo santo. Secondo alcune di esse predicò per la Palestina, altre dicono che andò fra i Parti, altre ancora lo vogliono tra i Macedoni. Ma c’è anche chi lo manda in Irlanda o addirittura tra i cannibali.
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