Ponzio di Laraze

Nell’XI secolo il signore del castello di Laraze (dalle parti di Lodève ai tempi del re Luigi il Grosso) era un cavaliere brigante e viveva di spoliazioni, ruberie, assalti e saccheggi. Ponzio era il suo nome e non temeva né Dio né gli uomini. Immerso nei vizi di ogni genere, visse assecondando le sue passioni fino al giorno in cui, non sappiamo perché, ebbe una resipiscenza come l’Innominato manzoniano e si convertì di botto. Piangendo giorno e notte sui propri peccati e non sapendo come fare per espiarli, decise di vendere tutto ciò che possedeva. Gli acquirenti furono numerosi e Ponzio si ritrovò pieno di denaro. Allora fece dire in giro che tutti quelli a cui aveva fatto torto o doveva qualcosa si facessero trovare all’inizio della Settimana Santa presso la sua magione di Péqueroles. La Domenica delle Palme, mentre il vescovo predicava, Ponzio e sei dei suoi uomini, scalzi e con la corda al collo, si appressarono. Ponzio pregò il vescovo di leggere pubblicamente il foglio che gli tendeva e che conteneva la lista dei suoi peccati. Poi si fece battere con le verghe davanti a tutti. Nei giorni seguenti restituì tutto il maltolto e si ridusse al solo sacco che portava indosso. Morì da eremita nel secolo seguente.
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