Nostra Signora di Porzus

Porzus, in Friuli, posta a circa settecento metri di altitudine, nel 1855 era poco più che un villaggio nella diocesi di Udine. Una domenica di quell’anno Teresina Dush, una bambina di dieci anni, era andata a tagliare un po’ d’erba per far mangiare le capre del gregge di famiglia. L’avevano mandata i suoi genitori. Di colpo ci fu una luce e apparve la Madonna. Questa disse a Teresina che si doveva rispettare il precetto festivo e astenersi dal lavoro. Doveva ricordarlo ai suoi genitori e a tutti. L’apparizione raccomandò preghiera e penitenza, poi tracciò una piccola croce sul dorso della mano sinistra di Teresina e disparve. Il segno sulla mano rimase e fu per questo che la bambina venne creduta. L’apparizione di Maria si ripeté anche nei giorni seguenti, nello stesso luogo. Qui venne costruita in seguito una cappella a ricordo dell’evento. L’anno seguente, una epidemia di colera lasciò Teresina orfana di entrambi i genitori. Nel 1869 la ormai ventiquattrenne Teresa Dush prese il velo tra le Suore della Provvidenza col nome religioso di suor Maria Osanna. La veggente, tuttavia, morì l’anno seguente (cfr. René Laurentin-Patrick Sbalchiero, «Dictionnaire des apparitions de la Vierge Marie», ed. Fayard).

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