Paziente

Della vita del santo di oggi non sappiamo nulla che sia precedente all’anno 468, quando fu acclamato vescovo di Lione. Non se ne conosce la provenienza, né la famiglia. Si sa, tuttavia, che era contemporaneo e amico di s. Sidonio Apollinare, del quale conosciamo una lettera a lui indirizzata e piena di elogi. Paziente, infatti, era stimato come un santo dal suo popolo perché si recava personalmente a visitare i malati, a dirimere le contese, a beneficare i poveri. Come spesso accadeva in quegli anni, il vescovo Paziente si ritrovò praticamente da solo a dover fungere da «defensor civitatis» quando, nel 473 e nel 474, i Goti devastarono quella parte della Gallia. Quei predoni bruciarono anche i raccolti e toccò a Paziente far fronte alla carestia. Il vescovo usò persino i suoi beni personali per mandare emissari a comprare cibarie fino in Provenza e in Alvernia, cibo che poi fece distribuire gratuitamente alla popolazione di Lione e dei villaggi limitrofi. Grazie al suo impegno la fame fu tenuta lontana dalla regione e il suo popolo non lo dimenticò. Un’ultima notizia abbiamo, che lo riguarda: fu lui a incaricare il prete Costanzo di scrivere la biografia di s. Germano di Auxerre. Pare che Paziente sia morto verso l’anno 480.
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