Audomaro

I francesi lo chiamano St. Omer e nacque verso la fine del VI secolo. Era monaco nella celebre abbazia di Luxeuil, in diocesi di Besançon. Duro con se stesso e umile con gli altri, come sempre accade a chi sceglie per sé l’ultimo posto divenne famoso e il suo nome arrivò all’orecchio del re Dagoberto. Il quale pensò a lui quando, nel 636, venne il momento di scegliere un nuovo vescovo per la diocesi di Thérouanne. Pur controvoglia, Audomaro fu costretto ad accettare. Fu quando prese possesso della sua sede che comprese come mai avevano scelto proprio lui. La diocesi era praticamente ricaduta nell’idolatria e necessitava di rievangelizzazione. Il nuovo vescovo si rimboccò le maniche e imbracciò l’arma della predicazione. Dopo qualche anno i frutti si videro, tanto che non pochi fedeli chiesero al loro vescovo di poter consacrarsi alla vita religiosa. Audomaro dovette fondare per loro il monastero di Sithieu, che affidò alla direzione dell’abate s. Mommoleno. In questo monastero il santo vescovo prese l’abitudine di ritirarsi quando gli impegni glielo consentivano. In vecchiaia divenne praticamente cieco e gli ultimi anni li trascorse a Sithieu. Morì verso il 667 e, in seguito, diede il suo nome alla città di Saint-Omer.
© www.rinocammilleri.com

Stampa Email