Domingo Castellet

Catalano, nato a Esparraguerra nel 1592, nel 1608 si fece domenicano a Barcellona. Nel 1615 fu inviato nelle Filippine, dove evangelizzò la tribù dei Mandaya. Nel 1621 entrò clandestinamente in Giappone. Si stanziò a Nagasaki, dove stava la metà dei cristiani nipponici. Imparata velocemente la lingua, girava travestito per impartire i sacramenti e visitare le comunità cristiane dei villaggi vicini. Riusciva perfino a introdursi nelle carceri per confortare i cristiani perseguitati. Andò avanti così, dormendo ogni notte in un luogo diverso, per sette anni. Ma nel 1628 fu scoperto e arrestato insieme a quelli che lo ospitavano. Fu portato nel carcere di Omura, dove venivano rinchiusi tutti i cristiani via via rastrellati. Nella grande cella comune il p. Castellet aveva, comunque, la possibilità di celebrare in qualche modo la messa e comunicare gli altri prigionieri. L’8 settembre 22 di questi cristiani furono condotti sulla «collina dei martiri», la penisoletta vicina al monte Matzu su cui venivano eseguite le esecuzioni capitali. Dieci di loro erano destinati alla decapitazione, gli altri al rogo a fuoco lento. Domingo Castellet fu tra quelli arsi. Le ceneri e i resti dei giustiziati vennero gettati in mare.
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