Madre Teresa di Calcutta

Chi è lo sanno tutti, specialmente in quest’anno in cui cade il centenario della sua nascita. Ancora in vita il suo nome era diventato sinonimo di carità disinteressata, tanto che in molti film hollywoodiani è ancora dato di sentire la battuta «Non sono mica Madre Teresa!». Per chi volesse saperne di più, consiglio, per completezza, il numero speciale di «Oggi» (agosto 2010) a lei dedicato, nel quale è presente un mio contributo di carattere storico. Nel 1999 fu dichiarata «persona più ammirata del XX secolo» (sondaggio Gallup), superando icone come Kennedy e Einstein. Si chiamava Agnes Gonxha Bojaxhiu Boiagiu ed era nata a Skopje, in Albania. Con lei, come per Padre Pio, non si ricorre all’appellativo «san», perché era, ed è, famosissima come Madre Teresa di Calcutta, morta nel 1997 a ottantasette anni. Ebbe funerali da capo di Stato, e forse anche di più, in un’India che alla sua minoranza cristiana dedica un’attenzione sporadica (per non dire peggio). Perfino Pasolini volle conoscerla, quando si recò in India nel 1960 insieme ad Alberto Moravia e Elsa Morante. Premio Nobel nel 1979 (lei, una suora) e amica di un’altra icona del nostro tempo, la principessa Diana. Solo l’Empire State Building non ha voluto onorarla.
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