Aigulfo

I francesi lo chiamano Ayou e visse nel VII secolo. Era nato a Blois in una famiglia di modeste condizioni che lo affidò ai monaci perché lo educassero. Aigulfo, cresciuto, prese la decisione di farsi monaco e vestì l’abito a Fleury, con l’abate Mommolo (in seguito il luogo prenderà il nome di Saint-Benoît-sur-Loire). Quando morì s. Vincenzo di Lérins, l’abbazia, senza il santo, prese una brutta piega e alcuni monaci si rivolsero al re Clotario III affinché ponesse rimedio alla situazione. Il re, consultatosi, nominò Aigulfo, di cui aveva sentito parlare molto bene, nuovo abate. Aigulfo agì con pugno di ferro e la cosa dispiacque particolarmente a due monaci, Arcadio e Colombo. Questi tentarono di assassinare Aigulfo ma fallirono e dovettero fuggire. Continuarono però a coltivare desideri di vendetta. Si accordarono con un cavaliere predone, che avevano convinto a ritentare il colpo perché Aigulfo era in possesso di un tesoro. Il cavaliere riuscì con l’inganno a catturare Aigulfo e alcuni monaci a lui fedelissimi. Li tenne chiusi in una segreta affinché rivelassero dov’era il tesoro. Ma, non cavandone nulla, fece loro tagliare la lingua e accecare. Poi li portò su un’isoletta abbandonata, dove li lasciò a morire di fame.
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