Abbondio

Il protettore di Como visse nel V secolo e proveniva da Tessalonica. Si trovava a Como quando morì il vescovo locale, Amanzio. Nel 449 fu acclamato vescovo Abbondio. Due anni dopo, il papa s. Leone Magno lo inviò come suo legato a Costantinopoli dall’imperatore Teodosio II. Abbondio, accompagnato dal vescovo di Capua, Asterio, e dai preti Basilio e Senatore, giunse a destinazione quando l’imperatore era già morto e al suo posto era salito Marciano. Il santo recava una lettera con cui il papa condannava l’eresia di Nestorio e di Eutiche. La cosa fu sancita da un concilio nella capitale imperiale. Tornato a Roma, Abbondio fu mandato a fare la stessa cosa presso il vescovo di Milano, Eusebio, insieme al quale organizzò un sinodo settentrionale che reiterò la condanna dell’eresia. Sbrigate queste incombenze, il santo si dedicò all’evangelizzazione delle zone montuose, dove stavano ancora delle comunità di pagani, e a rimettere in piedi in città quanto era stato distrutto dalla calata di Attila. Sul lago, nell’Isola Comacina, fece edificare la chiesa dedicata a s. Eufemia. Abbondio morì in un anno imprecisato, forse il 469 o addirittura vent’anni dopo. Il suo corpo si conserva nella basilica cittadina intitolata ai SS. Apostoli.
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