Estephan a Kfifan

Questo libanese nacque nel 1889 a Léhféd-Jbeil, ultimo dei sette figli di una famiglia modesta. Studiò quanto bastava nel collegio tenuto dai religiosi maroniti (fondati dal libanese s. Marone) e, dopo la morte del padre, nel 1905 chiese di esservi ammesso come novizio. Due anni dopo divenne monaco col nome di Estephan (Stefano, il santo protettore del suo villaggio) a Kfifan, nel monastero intitolato ai SS. Giustina e Cipriano. Non avendo conseguito alcun titolo di studio, venne adibito al lavoro nei campi e a quelli di falegnameria (ma sapeva fare un po’ di tutto, anche il muratore, all’occorrenza). Tutto però faceva come se fosse alla presenza di Dio (soleva dire «Dio mi vede»), così come Dio aveva ordinato ad Abramo (Gen 17, 1: «Cammina alla mia presenza»). Tutte qui le «avventure» di questo monaco, che morì neanche cinquantenne nel 1938. Ma il suo corpo, sepolto nel monastero di Kfifan (ultima tappa della sua vita, dopo una serie di trasferimenti in varie comunità), si conserva ancora incorrotto. Dopo il fondatore, s. Marone, è il quinto esponente dell’ordine libanese maronita ad aver superato a pieni voti il processo canonico. Gli altri sono s. Charbel Makhlouf, s. Rafqa e s. Nimatullah al-Hardini, tutti canonizzati.
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