Celestino

Si tratta di un «corpo santo» che viene venerato ad Annifo, piccola frazione montana del comune di Foligno. Nel 1778 la spoglia di questo martire di nome Celestino fu tolta dalle catacombe di s. Ciriaca, sulla via Tiburtina, a Roma, e donate dal papa Pio VI al parroco di Annifo, don Angelo Maria Celestini (il cognome è una pura coincidenza). Quando nelle catacombe si trovavano ossa composte, con accanto un’ampollina contenente sangue, si era in presenza di un martire. Il cartiglio sul fagotto rivelava il nome. Ma era tutto. Così, non di rado del martire in questione non si sapeva assolutamente nulla. Tale fu il caso del Celestino di oggi. Le successive vicende politiche fecero sì che il «corpo santo» restasse dimenticato nella sacrestia della chiesa intitolata a s. Elena fino al 1899, anno in cui alcuni lavori di restauro lo riportarono all’attenzione. Oggi riposa sotto l’altare maggiore. In effetti, il papa Pio VI, che lo aveva donato al parroco di Annifo, fu arrestato dai napoleonici e finì i suoi giorni in galera. Anche il successore finì arrestato. Pochi anni di tregua e poi la Repubblica Romana di Mazzini. Poi il Risorgimento, poi Porta Pia. Dalla calata dei giacobini in avanti non ci fu più pace in Italia.
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