Nostra Signora di Racconigi

Il 16 luglio 1493 il giovane Gian Antonio Chiavassa, sordomuto, stava pascolando le sue pecore lungo le rive del torrente Maira, nella zona di Racconigi (Cuneo). Qui gli apparve la Madonna e sul posto venne poi eretta una chiesa dedicata a Santa Maria delle Grazie (e del Monte Carmelo, perché furono i carmelitani a edificare il santuario). Nel 1742 l’antica icona lignea della Vergine scampò la città dalla peste. Ma nel 1802 i napoleonici distrussero la chiesa, bruciarono il convento e dispersero i religiosi. L’icona, tuttavia, si salvò e il fatto fu considerato miracoloso. Nel 1835 una devastante epidemia di colera si abbatté sulla zona e le autorità indissero una novena alla Madonna, una processione al giorno. Al nono giorno, 26 agosto, l’epidemia cessò. Proprio per ricordare questo evento il re Carlo Alberto fece edificare l’attuale santuario come tempio cittadino. In esso si trovano le tombe dei Reali di Savoia. Nel santuario di Racconigi si venera particolarmente anche l’apostolo s. Giuda Taddeo, detto «il santo degli impossibili», perché, dato il nome, non sono molti quelli che lo invocano. È raffigurato. Di solito, con un ritratto di Gesù in mano. Pare che i due fossero parenti e si somigliassero.
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