Georg Hafner

Nato nel 1900 a Würzburg, in Germania, e figlio di un operaio, fu soldato nella Grande Guerra. Nel 1920 si iscrisse all’Università e nel 1924 venne ordinato sacerdote. Dopo aver fatto il viceparroco in diversi luoghi, nel 1934 ebbe una parrocchia sua a Oberschwarzach. Finì subito nel mirino dei nazisti per via delle sue prediche. Nel 1938 gli fu interdetto l’insegnamento scolastico perché si rifiutava di usare il saluto «Heil Hitler!». Dovette insegnare religione in una stanza della sua chiesa. La goccia che fece traboccare il vaso fu la morte di un membro del partito. Costui, divorziato e risposato benché cattolico, sul letto di morte aveva chiesto la presenza del parroco per riconciliarsi con la Chiesa. Ciò impedì al partito di celebrarne i funerali col rito nazista e se la presero col parroco. Questi nel 1941 venne arrestato e messo in cella. Ma non si poteva processare perché non c’era alcun reato. Lo accusarono di disfattismo («indebolimento del fronte interno») e, profittando delle leggi di guerra, lo mandarono a Dachau. Lavoro forzato nel Blocco 26, quello dove stavano i preti. Per le condizioni durissime si ammalò e, quando finalmente ne permisero il ricovero in infermeria, era già troppo tardi. Si era nel 1942.
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