Padre Massimiliano Kolbe

Poche cose diremo su questo santo, già molto noto. Nacque in Polonia nel 1894, a Zdunska-Wola, e morì nel 1941 a Oswiecim (che i tedeschi chiamavano Auschwitz) per una iniezione di acido muriatico. Aveva dieci anni quando gli apparve la Madonna, che gli chiese di scegliere tra due corone, una bianca e una rossa. Lui disse di volerle tutte e due. E così fu. Si chiamava Raimondo e tre anni dopo entrò nei francescani conventuali col nome di fratel Massimiliano. Studiò a Roma, dove nel 1918 fu ordinato sacerdote. L’anno prima aveva fondato la Milizia di Maria Immacolata, i cui membri si dedicavano a cercar di convertire quanti erano lontani dal cattolicesimo, con un’attenzione particolare per i massoni. Fondò addirittura due Città dell’Immacolata, una in Polonia (Niepokalanów) e una in Giappone (Mugenzai No Sono), a Nagasaki (poi centrata dalla seconda bomba atomica americana). Progettava la rivista multilingue «Il Cavaliere dell’Immacolata» quando i tedeschi invasero la Polonia e mirarono subito al clero, anima dell’identità nazionale. Il p. Kolbe fu arrestato una prima volta nel 1939 e una seconda nel 1941. La fuga di un detenuto provocò nel lager la rappresaglia in cui perse la vita, offrendosi al posto di un altro.
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