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Nostra Signora di Costantinopoli

Non ci fu alcuna apparizione l’11 agosto del 330. Ma in quell’anno venne inaugurata e dedicata alla Madre di Dio la nuova capitale dell’impero romano riunificato. Costantino aveva scelto (pare, per ispirazione divina) Bisanzio, in effetti luogo-cerniera tra Oriente e Occidente. Il capo degli ingegneri, Eufrate, ebbe ordine di non badare a spese per la Nuova Roma (questo il nome ufficiale). Fu Costantino stesso a tracciare i confini della nuova capitale e scelse come giorno della consacrazione quello in cui, vent’anni prima, era stato proclamato imperatore. Sconfitto Massenzio a Saxa Rubra, Costantino seppe che Licinio non aveva rispettato l’editto di tolleranza di Milano e continuava a perseguitare i cristiani. Fece credere all’ex alleato di voler intraprendere una campagna in Pannonia e portò le armi nel di lui territorio. Lo sconfisse una prima volta ad Adrianopoli nel 322 e, due anni dopo, definitivamente a Cresopoli. Rimasto unico imperatore - dopo la tetrarchia iniziata con Diocleziano - portò la capitale in un luogo più adatto. E fu Bisanzio (poi, col tempo, chiamata correntemente Costantinopoli). Nell’editto di fondazione fece esplicito riferimento al Dio cristiano, cui doveva la sue vittorie.

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