Cira e Maranna

È il celebre vescovo cronista Teodoreto di Ciro, che ne fu testimone oculare, a narrare di queste due sorelle di Berea, in Siria. Nel V secolo, Cira e Marana, di famiglia illustre, decisero di darsi a una vita di penitenza. Andarono a vivere in una grotta lontana dalla città e ne fecero murare l’ingresso fino a un’altezza di qualche metro, in modo da impedire l'accesso a chiunque. Le due donne restavano tuttavia esposte alle intemperie. A ridosso del muro fecero costruire una piccola casa per quelle, tra le loro serve, che avessero voluto imitarle. La casa comunicava con la grotta tramite una finestrella, dalla quale le due sorelle ricevevano il poco cibo. Cira e Maranna si legarono una catena al collo, alla vita e alle mani, Aggiunsero alla loro già dura ascesi il silenzio totale, che interrompevano solo a Pasqua, quando consentivano ai visitatori di rivolgersi loro tramite la finestrella di cui abbiamo detto. Si trattava di gente che chiedeva consigli o preghiere. In queste occasioni le due penitenti si coprivano con un velo che le nascondeva interamente. Così le vide Teodoreto di Ciro quando poté visitarle. La loro vita eremitica durò quarantadue anni. La testimonianza di Teodoreto risale all’incirca all’anno 444.

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