Gerard Hirsehfelder

Nacque nel 1907 a Glatz, località tedesca ai confini con la Polonia. Portò il cognome della madre, che era nubile. Figlio di N.N. (come si diceva un tempo; ma un tempo non li abortivano), era allegro e vivacissimo, suonava la chitarra e tutti gli volevano bene. Studiò filosofia e teologia all'università della vicina Breslavia, e nel 1932 fu addirittura ordinato sacerdote. Lo mandarono come cappellano a Grenzeck, sul confine cecoslovacco. Ma le sue prediche antinaziste lo misero presto nei guai. Furono frequenti gli interrogatori da parte della Gestapo. Una sera fu anche aggredito e malmenato. Un primo processo contro di lui nel 1937 non poté provare nulla. Per la sua sicurezza, la diocesi lo spostò a Habelschwerdt. Ma le sue innate capacità ne facevano un punto di riferimento per i giovani, che letteralmente pendevano dalle sue labbra. Nel 1940 sua madre (che costituiva tutta la sua famiglia) morì annegata nel fiume Neisse. Nel 1941 un crocifisso e un'immagine della Madonna furono sfregiati a colpi di pistola; lui protestò dal pulpito (era l'occasione che aspettavano) e fu arrestato. Lo portarono nel lager di Dachau, dove fu sottoposto a un regime facilmente immaginabile. Infatti, morì di pleurite l'anno seguente.

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