Flaviano

Flaviano, monaco siriaco, nel 498 venne creato patriarca di Antiochia dall’imperatore bizantino Anastasio. Ma subito si opposero a lui i monofisiti, che ammettevano in Cristo la sola natura divina. I due gruppi (monofisiti e calcedoniani -cioè, ortodossi seguaci del concilio omonimo) giunsero alle mani per le strade di Antiochia. Flaviano, nel 512, finì deposto e mandato in esilio da un sinodo tenuto a Laodicea. Morì verso il 520 a Petra (nell’odierna Giordania). Suo sostenitore era stato Elia, patriarca di Gerusalemme. Questi era arabo ed era stato monaco in Egitto, poi si era portato a Gerico e nel 494 era stato fatto patriarca. La sua opposizione al monofisismo gli procurò l’esilio per istigazione di Timoteo, patriarca di Alessandria. La cosa andò così: un concilio riunitosi a Tiro nel 515 sotto il successore di Flaviano aveva rigettato le tesi di Calcedonia (appoggiate dal papa) e il governatore della Palestina aveva deposto Elia, condannandolo all’esilio. Elia morì a Elat, sul Mar Rosso, attorno al 518. I due patriarchi vissero in un momento difficile, con le due fazioni che cercavano di tirare l’imperatore ognuna dalla sua parte e quest’ultimo, interessato soprattutto all’ordine pubblico, incerto sul da farsi.

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