Filastrio

Nel 384 s. Agostino si incontrò a Milano con due vescovi, uno era sant’ Ambrogio e l’altro Filastrio, vescovo di Brescia. Quando quest'ultimo sia salito in cattedra non sappiamo; certo prima del 381, anno in cui troviamo la sua firma tra i presenti al sinodo di Aquileia. Il vescovo di Brescia era a Milano per dare un mano al collega Ambrogio contro le manovre del vescovo ariano Aussenzio. Infatti, l'eresia ariana era così diffusa (e ancora difficilmente riconoscibile come eresia) che l'imperatore aveva assegnato praticamente un vescovo a ognuna di quelle che per lui erano solo due fazioni: ariani e ortodossi. Filastrio divenne un predicatore itinerante per tutto l'Impero allo scopo di confutare l'eresia ariana. La quale, come tutte le eresie (e contrariamente a quel che oggi dai più si ritiene), non era affatto una pacifica congrega di persone che non la pensavano come il papa. Infatti, Filagrio se la vide brutta non poche volte (in un'occasione fu anche frustato a sangue). Gli eretici di ogni tempo possono paragonarsi a una banda di falsari che, con le buone o, se possono, con le cattive, spacciano moneta. Con conseguenze sociali disastrose. A Filastrio, morto e sepolto in data imprecisata a Brescia, succedette s. Gaudenzio.

Stampa Email