Laye - suor Saint-André

Un’altra delle vittime della «fraternità» giacobina. Nacque a Bollène nel 1738 e aveva venticinque anni quando, nel 1763, chiese e ottenne l’ammissione fra le suore orsoline della sua città. Assunse il nome religioso di suor Saint-André e tutto andò liscio fino allo scoppio della Rivoluzione. Quando vennero dichiarate «libere» le suore francesi, come quasi tutte le altre preferì restare dov’era. Alla fine del 1792 la «libertà» dovette venire imposta con la forza, visto che gli schiavi della «superstizione» non ne volevano sapere. Aboliti gli ordini religiosi, la Laye, messa in mezzo a una strada, anziché tornare dai suoi prese una casa in affitto e, con le consorelle, continuò imperterrita a seguire la regola orsolina. Nel 1794 il nuovo regime cambiò sistema e obbligò preti e religiosi allo scisma (il giuramento detto «Liberté-Egalité»). Uno per uno, tutti i consacrati di Francia dovettero scegliere tra il giuramento e la ghigliottina. Pochissimi giurarono (e la gente li abbandonò per seguire le cerimonie clandestine dei «refrattari»). Le orsoline di Bollène furono arrestate e portate a Orange, dove vennero gettate in carcere. Di fronte al tribunale «del popolo» rifiutarono di giurare. La Laye fu tra le ultime.

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