Ipazia Vescovo

Ed eccolo qua, il mandante - secondo il film «Agorà» - dell’omicidio di Ipazia, il vescovo che -sempre nel film - dice messa alla post-conciliare (rivolto al popolo, in lingua volgare e leggendo personalmente le Scritture). Ne abbiamo già parlato, qui, e oggi ci limitiamo ad aggiornarlo alla luce (luce?) delle bufale. Innanzitutto, l’unica fonte antica che parla di Ipazia è uno scritto di Socrate «scholasticus», il quale non aveva alcuna simpatia per Cirillo (ma forse ne aveva per il di lui nemico, l’eresiarca Nestorio): una e una sola fonte, sulla quale tutti gli storici successivi si abbeverarono, prendendo per oro colato quando Socrate aveva scritto, compreso Alejandro Amenábar, il regista, che legge - come tutti, nei secoli - la vicenda di Ipazia e Cirillo alla luce del politicamente corretto corrente. Difensore della Theotokos, Maria Madre di Dio, contro Nestorio che la diceva semplice madre di Gesù, fu appoggiato dal papa Celestino I. Fu lui a convocare il concilio di Efeso che, nel 431, proclamò il dogma mariano. Nel 1882 (come non mancano di far notare, con disprezzo, i titoli di coda del film di cui sopra) il papa Leone XIII (un altro fanatico?) lo dichiarò Dottore della Chiesa. Il santo patriarca morì nel 444.

© Il Giornale

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