Sofronio

Nato a Damasco verso il 550, questo siro fu poi detto «il Sofista» per la sua erudizione. Si fece monaco nel monastero di San Teodosio, in Giudea, e strinse amicizia con Giovanni Mosco, insieme al quale si mise a girare per i Padri del Deserto per trascriverne i detti. Nel 578 si spostarono in Egitto. Qui Sofronio visitò la tomba dei ss. Ciro e Giovanni a Menuti, dove ebbe la grazia di riacquistare la vista che stava perdendo. Nel 604 i persiani cominciarono a invadere l’impero bizantino. I due amici si misero al servizio di Giovanni l’Elemosiniere, patriarca di Alessandria, ma dovettero fuggire a Cipro perché i persiani occuparono i Luoghi Santi. Mosco morì nel 619 e Sofronio, avendo l’imperatore Eraclio cacciato i persiani, fece ritorno. Avanzava l’eresia monotelita (che sosteneva esserci in Cristo due nature ma una sola volontà) e Sofronio vi si oppose. Nel 634 fu eletto patriarca di Gerusalemme e scrisse al papa Onorio in merito alla situazione. Ma solo nel concilio Laterano, col papa s. Martino I, Sofronio poté avere soddisfazione. Intanto, gli arabi invadevano la Terra Santa e Sofronio dovette scendere a patti con loro per evitare il massacro della popolazione di Gerusalemme. Era il 639 e il santo morì pochi mesi dopo.
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