Per costruire il castel dobbiamo abbattere la baracca (Tracce di Parola di Dio del 6.04.2017)

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: “Se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno”». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia». Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.


E' troppo facile schierarsi dalla parte di Gesù...dopo. Ma se leggiamo con attenzione e senza pregiudizio la pagina del Vangelo di oggi, forse riusciremmeo a capire anche il fastidio e l'indignazione dei Giudei. In fin dei conti Gesù stava mettendo sotto sopra l'intero impianto culturale, cultuale ed esistenziale di questa gente. E' così che Gesù si presenta dentro la nostra vita, come qualcuno che la sconquassa nei suoi schemi, nelle sue certezze, e nei suoi orizzonti. Ma in fin dei conti come si potrebbe costruire un castello al posto di una baracca se non eliminando prima la baracca? Essere disposti a farci mettere in discussione, significa rinunciare alla baracca che ci siamo costruiti da soli e accettare l'edificazione di qualcosa di immensamente più grande che Gesù viene a portarci. #dalvangelodioggi

About the Author

Don Luigi Maria Epicoco

Don Luigi Maria Epicoco

Luigi Maria Epicoco, nasce a MesAngeles (Mesagne per chi non parlasse inglese) nella provincia brindisina. Dopo aver litigato con la mafia locale è vincitore di un programma di copertura "testimoni". Da quel dì veste gli abiti di prete e vive a L'Aquila, beccando con tempismo perfetto il terremoto del 6 aprile 2009. Insegna filosofia confondendo le già provate intelligenze giovanili italiane e non. Parla diverse lingue sbagliando costantemente però i posti in cui parlarle. Non è sposato ma ha molti figli secondo la teoria che gli altri li fanno e lui deve crescerli. Ha un innato istinto al martirio ma nel frattempo si esercita martirizzando i suoi collaboratori e vicini di casa. Tra le sue doti uno sguardo metafisico. Tra i suoi difetti crede che il Vangelo sia un utopia possibile.

  • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.