La Fede è mettersi in cammino e lottare con fiducia (Tracce di Parola di Dio del 12.03.2018)

Nel vangelo di oggi ritroviamo la preghiera accorata di un padre che arriva a Gesù per disperazione. Il figlio sta per morire e non sa più dove sbattere la testa: “«Signore, scendi prima che il mio bambino muoia». Gesù gli rispose: «Va’, tuo figlio vive»”. La bellezza di questo dialogo così corto sta in una cosa molto semplice: la domanda del padre e la risposta di Gesù, e alla fine di questo veloce scambio di parole viene fuori un cammino: “Quell’uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino”. La fede è innanzitutto mettersi in cammino. È camminare quando invece la tua angoscia e la tua disperazione ti dicono di fermarti, di mandare a quel paese ogni cosa. La fede è cammino quando tutta la realtà intorno a te ti dice che è tutto finito e invece Gesù ti sussurra che è tutto cominciato. Il miracolo più importante non è la guarigione di questo bambino (che è cosa bellissima), ma la guarigione della fiducia del padre. Un genitore che deve stare accanto a un figlio che soffre, che lotta tra la vita e la morte deve poter stare accanto a lui con la fiducia guarita e non con la disperazione che lo soffoca. Un credente non ha i miracoli in tasca ma dovrebbe avere una buona scorta di capacità di lottare, uno sperare contro ogni speranza. Sperare persino anche davanti alla morte. Per questo molte volte la grazia di Dio agisce su chi deve stare accanto a chi soffre perché chi soffre è già Gesù, è un novello crocifisso, ma non è detto che chi gli sta accanto è un’altra Maria o un altro Giovanni. Si ha bisogno di molta forza per rimanere “presso la croce” di chi amiamo. Chi lo fa si accorge che anche il suo essere accanto è stato un cammino che l’ha portato molto più lontano di quanto potesse immaginare. Chi si lascia raggiungere da quella grazia misteriosa che sgorga dalla croce, si accorge che ciò che sembrava la fine era solo un trampolino e che il bello deve ancora venire. Una bambina in fin di vita una volta mi disse: “senza preghiera non potremmo affrontare niente di questo”. E aveva ragione. #dalvangelodioggi

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Don Luigi Maria Epicoco

Don Luigi Maria Epicoco

Luigi Maria Epicoco, nasce a MesAngeles (Mesagne per chi non parlasse inglese) nella provincia brindisina. Dopo aver litigato con la mafia locale è vincitore di un programma di copertura "testimoni". Da quel dì veste gli abiti di prete e vive a L'Aquila, beccando con tempismo perfetto il terremoto del 6 aprile 2009. Insegna filosofia confondendo le già provate intelligenze giovanili italiane e non. Parla diverse lingue sbagliando costantemente però i posti in cui parlarle. Non è sposato ma ha molti figli secondo la teoria che gli altri li fanno e lui deve crescerli. Ha un innato istinto al martirio ma nel frattempo si esercita martirizzando i suoi collaboratori e vicini di casa. Tra le sue doti uno sguardo metafisico. Tra i suoi difetti crede che il Vangelo sia un utopia possibile.

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