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Il Rosario è la preghiera di chi usa il cuore non la testa (Tracce di Parola di Dio nella festa della Regina del Rosario)

"In quel tempo, i settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse loro: 'Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore'". In un mondo come il nostro che vuole credere in qualcosa ma non in qualcosa che è più grande dei propri ragionamenti, si fa fatica ad accettare il Mistero di Dio come un oceano molto più grande della nostra capacità di contenerlo. Così di Cristo ci prendiamo qualche insegnamento, le idee più emozionanti, e i gesti più significativi, specie quando riguardano poveri e sofferenti, ma scartiamo la cosa più significativa di Lui: Gesù non è solo un uomo straordinario, è davvero il Figlio di Dio. E' molto di più di quello che riusciamo a ragionare su di Lui. Ma non se la passa neanche altrettanto bene il male, con l'unica differenza che a lui conviene che non si creda nella sua presenza. Nel nascondimento può agire indisturbato usando la libertà di ciascuno di noi che lo asseconda in alcuni pensieri, in alcune ferite, in alcuni blocchi di rancore e odio. Il male c'è ed esiste, e per quanto possiamo farci qualche risatina da chi si sente emancipato rispetto a queste idee, sappiate che da prete non poche volte mi è capitato di vederlo esplicitamente all'opera. Ho capito anche che la cosa che non sopporta è l'umiltà, per questo odia Maria, la più umile tra tutti, e per questo Maria ha un potere immenso su di lui. E detesta il Rosario perché è la preghiera degli umili, è la preghiera di chi deve usare il cuore, non la testa. E' interessante che il Vangelo ce lo ricorda oggi, festa della Madonna del Rosario. #dalvangelodioggi

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Don Luigi Maria Epicoco

Don Luigi Maria Epicoco

Luigi Maria Epicoco, nasce a MesAngeles (Mesagne per chi non parlasse inglese) nella provincia brindisina. Dopo aver litigato con la mafia locale è vincitore di un programma di copertura "testimoni". Da quel dì veste gli abiti di prete e vive a L'Aquila, beccando con tempismo perfetto il terremoto del 6 aprile 2009. Insegna filosofia confondendo le già provate intelligenze giovanili italiane e non. Parla diverse lingue sbagliando costantemente però i posti in cui parlarle. Non è sposato ma ha molti figli secondo la teoria che gli altri li fanno e lui deve crescerli. Ha un innato istinto al martirio ma nel frattempo si esercita martirizzando i suoi collaboratori e vicini di casa. Tra le sue doti uno sguardo metafisico. Tra i suoi difetti crede che il Vangelo sia un utopia possibile.

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