Allenati all'essenziale (Tracce di Parola di Dio del 21.02.2018)

“Questa generazione è una generazione malvagia; chiede un segno ma nessun segno le sarà dato, tranne il segno di Giona”. Nel vangelo di oggi Gesù diventa durissimo contro la pretesa degli scribi e farisei di avere un "segno". E' la tentazione non solo loro ma anche nostra di dire che ci metteremo a credere solo davanti a un segno straordinario che ci convinca, dimenticandoci che ogni istante della nostra vita, anzi la nostra vita stessa è un segno straordinario, con l’unica differenza che non ci fa più effetto. Non ci fa più effetto un tramonto, o un mare blu, non ci fa più effetto l'abbraccio di chi ci ama o gli occhi di un bambino, non ci fa più effetto l'infinità di dettagli con cui ogni giorno Dio riempie la nostra vita. Vogliamo segni violenti, grandi, con effetti speciali. Credere non significa cercare "effetti speciali" ma recuperare quello sguardo di stupore su cose che pensiamo essere così ovvie da averle messe nella categoria dello scontato o del banale. Forse è questo il motivo per cui Cristo dice di voler essere cercato nella realtà più prossima a noi, senza andare troppo lontano: "Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone". I segni veri non hanno a che fare tanto con l’emotivo, ma con la parte più profonda della realtà. E delle volte ci si accorge di essa solo a patto di tenere bene gli occhi aperti, di conservare un atteggiamento umile, di imparare il silenzio, di allenarsi molto nell’osservare, di muovere battaglia all’abitudine e al dare per scontato. Ci si accorge dell’Essenziale nascosto qui nella nostra vita perché ci si è allenati a saper guardare nel crepuscolo, un po’ come capita quando al mattino presto mentre ancora il sole non si vede ma annuncia già luce all’orizzonte, si tenta di fare un po’ di sport correndo per strada e lasciando che gli occhi abituati al buio cominciano invece ad accorgersi della luce e delle cose. I segni che ci sono dati non sono cose nuove ma sono le stesse cose che magari al buio non vedevamo ma che con la luce un po’ alla volta cominciamo a vedere e a goderne. #dalvangelodioggi

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Don Luigi Maria Epicoco

Don Luigi Maria Epicoco

Luigi Maria Epicoco, nasce a MesAngeles (Mesagne per chi non parlasse inglese) nella provincia brindisina. Dopo aver litigato con la mafia locale è vincitore di un programma di copertura "testimoni". Da quel dì veste gli abiti di prete e vive a L'Aquila, beccando con tempismo perfetto il terremoto del 6 aprile 2009. Insegna filosofia confondendo le già provate intelligenze giovanili italiane e non. Parla diverse lingue sbagliando costantemente però i posti in cui parlarle. Non è sposato ma ha molti figli secondo la teoria che gli altri li fanno e lui deve crescerli. Ha un innato istinto al martirio ma nel frattempo si esercita martirizzando i suoi collaboratori e vicini di casa. Tra le sue doti uno sguardo metafisico. Tra i suoi difetti crede che il Vangelo sia un utopia possibile.

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