Articles in Category: commento

Le gambe sono solo un segno della felicità (Tracce di Parola di Dio del 11.12.2017)

Il Vangelo di oggi si apre con una descrizione dettagliata: “Ed ecco, alcuni uomini, portando su un letto un uomo che era paralizzato, cercavano di farlo entrare e di metterlo davanti a lui. Non trovando da quale parte farlo entrare a causa della folla, salirono sul tetto e, attraverso le tegole, lo calarono con il lettuccio davanti a Gesù nel mezzo della stanza. Vedendo la loro fede, disse: "Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati"”. Mi commuove sempre questa scena raccontata dal Vangelo. Se io dovessi pensare a cosa sia davvero la Chiesa, non potrei pensare ad altro se non a questi amici che si caricano sulle spalle quest’uomo paralizzato. È un uomo che non domanda, non prega, e forse non spera nemmeno più. È un uomo così che viene portato davanti a Gesù. Ed è a causa della loro fede che questo stesso uomo viene perdonato. Si, perdonato, perché il perdono è una faccenda più profonda anche della paralisi delle gambe. Il perdono è quel miracolo che ti guarisce dalla paralisi del cuore che hai, perché tu non riesci a perdonare te stesso. Tutti possono pensare che la cosa più difficile sia trovare qualcuno disposto a perdonarti, ma forse la cosa più difficile e accogliere il perdono, lasciarsi perdonare. I peggiori giudici delle volte siamo noi stessi non gli altri. Ecco perché dobbiamo domandarci: chi può salvarci da una paralisi simile se non la fede degli amici? È proprio vero: “extra Ecclesiam nulla salus”, “fuori dalla Chiesa non c’è salvezza”, cioè senza degli amici così siamo letteralmente spacciati, perché può capitare a tutti di rimanere senza più un briciolo di fede, senza più una preghiera, una parola, un desiderio degno della vita. Gli amici/chiesa servono a questo. Ma ci è più facile credere alla guarigione di un paralitico che al perdono profondo che Cristo ci viene a portare. Così Cristo fa camminare quel l’uomo per mostrare a tutti gli effetti del perdono vero. Ma è il cuore che è cambiato, non le gambe. Le gambe che funzionano sono segno, non condizione di felicità. #dalvangelodioggi

Dio supera le nostre aspettative e così non ci fa dormire! (Tracce di Parola di Dio del 12.11.2017)

Anche Dio fa ritardo. Ma questo ritardo è calcolato, serve a sbaragliare i calcoli di chi aspetta, perchè se Dio corrispondesse alle previsioni dei nostri calcoli non sarebbe più Dio, ma solo il prodotto più favorevole delle nostre aspettative e statistiche. Dio è di più delle nostre aspettative. Dio supera ciò che osiamo desiderare, per questo ci sbaraglia. Ma noi, buoni e cattivi, saggi o stolti, davanti a questo ritardo facciamo tutti la stessa cosa: dormiamo! Che evangelicamente significa che ci 'abituiamo'. L'abitudine ammazza l'entusiasmo, gli ideali, i sogni, le aspettative. L'abitudine rende mediocre ogni cosa, ma pare che sia nella nostra natura abituarci a tutto, persino alle cose belle della vita. Certe volte ci spingiamo a dire che non amiamo più le persone che ci sono accanto, perchè ormai c'abbiamo fatto l'abitudine. Ma nonostante il nostro 'dormire' il nostro 'abituarci', Dio arriva e sbaraglia tutti. Lui è quell'imprevisto che cambia le carte in tavola. Ma se hai conservato l'olio non ti sarà difficile balzare in piedi accendere di nuovo la lampada della tua speranza e accoglierLo. Ma se hai consumato l'olio e non ti sei preoccupato di accumularne una riserva allora non ti servirà a nulla balzare in piedi, quell'imprevisto sarà solo un'occasione persa...e forse persa per sempre. Il nosro problema è che non riusciamo a capire che la vita interiore, una sana vita sprituale è come mettere da parte una riserva di olio fatta di fiducia, di speranza, di sogni, di amore, di passione, di attenzione. Senza una vita interiore, la vita normale ci consuma tutto, ci esaurisce, e ci lascia svuotati, e così quando accadono le cose decisive della nostra vita, allora noi rimaniamo impreparati, e perdiamo l'occasione per essere felici, per accogliere il 'senso' dentro la nostra esistenza. La lezione è chiara: vivere una sana vita di fede, e una sana vita spirituale non significa avere un hobby in più alla settimana, ma avere quella prudenza furba (saggia) che il vangelo ci consiglia per essere sempre pronti davanti alla vita, nonostante i ritardi di Dio e le Sue imprevedibili comparse nel giorno e nell'ora che non ci aspettiamo. Diffidate dalla tentazione di definirvi 'credenti e non praticanti', perchè evangelicamente significa essere 'stolti'. #dalvangelodioggi

Scatti di carriera. Immagina, puoi! (Tracce di Parola di Dio del 11.11.2017)

“Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti”. A volte pensiamo che uno che ruba una gallina è meno ladro di uno che ruba milioni di euro dai conti delle banche. In realtà sono entrambi ladri, l’unica vera differenza è che quello che ha rubato la gallina sicuramente pagherà mentre quello che ha rubato milioni di euro troverà qualche escamotage per salvarsi. Ma al di là dell’ironica costatazione di realtà, il vangelo di oggi ci ricorda che le grandi cose della vita le si vede dalle piccole. Se tu sai fare le piccole cose allora sarai capace di fare anche le grandi cose. Ma se tu snobbi le piccole cose in attesa delle grandi allora quando arriveranno ti crolleranno solo addosso perché non sei preparato. In fin dei conti le piccole cose sono come un allenamento. Quel quotidiano esercizio crea i muscoli necessari alle grandi cose. “Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera?”. Il discorso di Gesù non fa una piega. Il problema non è andare o meno in cielo, il problema è riuscire a sostenerlo. Infatti non di rado noi riusciamo a rovinare anche le cose belle che ci accadono perché non ci siamo mai allenati ad aver cura nemmeno di un pesciolino rosso, immagina di una donna, o di un uomo, o di un figlio. Immagina della vita eterna. Immagina, appunto. ‪#‎dalvangelodioggi‬

Il tempo stringe e corre: “la carità copre una moltitudine di peccati” (1Pt 4,8)

Certe volte quando ci guardiamo ci rendiamo conto che per molto tempo abbiamo vivacchiato più che vivere, per lunghe stagioni siamo stati più furbi che onesti, per diversi anni abbiamo tirato a campare più ancora che prendere sul serio la vita. Ci assale così la domanda: come faremo a emendare il passato? Come possiamo riscattarci da tutto ciò che è stato? Specie poi quando si è adulti e magari si è oltrepassata anche la soglia degli anni fiorenti della gioventù, questa domanda diventa pressante. Gesù nel Vangelo di oggi racconta una storia particolare. È la storia di un amministratore disonesto che sta per essere scoperto dal padrone e sa bene che fine farà. Così invece di perdere tempo a imparare bugie da raccontare trova un modo per sopravvivere alla sciagura: conquista amici abbonando debiti a destra e a manca ai creditori del padrone. È misericordioso per necessità dovremmo dire, anzi per scaltrezza. Non è certo di buon esempio ma è per dire che l’unico modo per cadere in piedi dopo che si è fatto danni è cercare di amare quanto più possibile, perché “la carità copre una moltitudine di peccati” (1Pt 4,8). Invece di perdere tempo a piangerci addosso dovremmo passare il resto del tempo che ci resta ad amare. “Il padrone lodò quell'amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce”. ‪#‎dalvangelodioggi‬