Articles in Category: commento

La Risurrezione, un nuovo inizio dopo l'ultimo fallimento (Tracce di Parola di Dio nell'ottava di Pasqua)

E' davvero bellissima la pagina del Vangelo di Giovanni di oggi dove viene raccontata la terza apparizione del Risorto. Tutto accade al margine di una notte "dove non hanno pescato nulla", al margine di un fallimento. Come a volerci suggerire che Dio lo troviamo esattamente lì dove si vanno a schiantare le nostre speranze, le nostre forze, i nostri sogni. Quando sperimentiamo il fallimento subito dopo non c'è il nulla ma Cristo. E quella fine diventa grazie a Lui un nuovo pun...to di partenza. E lo diventa anche se magari non abbiamo ancora gli occhi per capire che è Lui, per riconoscerlo. L'esperienza della Risurrezione è una rinascita di vita, lì dove la nostra vita non riesce più a portare frutti, a portarci quella pienezza che tanto cerchiamo con il nostro cuore. "Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare". E' un nuovo inizio. #dalvangelodioggi

Credibilità e santità (Tracce di Parola di Dio del 7.04.2017)

In mezzo al proseguo della polemica di Gesù con i Giudei, colpisce nel Vangelo di oggi, l'affermazione finale della gente: "Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero". Colpisce perchè noi colleghiamo la santità della gente alla capacità di fare miracoli, ma il vero segno della santità non sono i segni straordinari ma bensì la capacità di dire, raccontare, annunciare, testimoniare la Verità. Quando uno è vero, diventa esso stesso un segno, un miracolo, una prova tangibile di ciò che Dio vuole dirci. In questo senso la santità di Giovanni è modello per ogni santità nostra. Basta ad esercitarci nel tentare di moltiplicare pani e pesci, esercitiamoci a estirpare da noi ogni falsità, e così moltiplicheremo la credibilità di Dio attraverso di noi. #dalvangelodioggi

Per costruire il castel dobbiamo abbattere la baracca (Tracce di Parola di Dio del 6.04.2017)

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: “Se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno”». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia». Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.


E' troppo facile schierarsi dalla parte di Gesù...dopo. Ma se leggiamo con attenzione e senza pregiudizio la pagina del Vangelo di oggi, forse riusciremmeo a capire anche il fastidio e l'indignazione dei Giudei. In fin dei conti Gesù stava mettendo sotto sopra l'intero impianto culturale, cultuale ed esistenziale di questa gente. E' così che Gesù si presenta dentro la nostra vita, come qualcuno che la sconquassa nei suoi schemi, nelle sue certezze, e nei suoi orizzonti. Ma in fin dei conti come si potrebbe costruire un castello al posto di una baracca se non eliminando prima la baracca? Essere disposti a farci mettere in discussione, significa rinunciare alla baracca che ci siamo costruiti da soli e accettare l'edificazione di qualcosa di immensamente più grande che Gesù viene a portarci. #dalvangelodioggi

Non voleva stupirci, voleva sorprenderci (Tracce di Parola di Dio del 31.03.2017)

“Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia»”. Il ragionamento di questi abitanti di Gerusalemme non fa una piega: Dio se è Dio deve stupirci, deve essere circondato da un alone di mistero, deve saper fare qualche effetto speciale, mentre invece di Gesù si sa tutto, si sa da dove viene, chi è la sua famiglia, dove ha giocato, dove ha studiato. Uno che si conosce non può essere Dio. La logica è un po’ come stare davanti alla donna della tua vita e ignorarla perché magari ci sei cresciuto insieme, mentre nella tua testa ti sei immaginato che la donna della tua vita sarebbe arrivata non si sa da dove e quando, e si sarebbe palesata a te come una ninfa o una sirena. I principi azzurri non arrivano sul cavallo bianco, e magari non sono nemmeno azzurri, ma rimangono principi. Lo sono perché diventano decisivi per la tua felicità ma sono completamente impastati di normalità. Dio ha scelto la stessa modalità, per venirci incontro ha scelto di abitare la nostra vita, la nostra storia. Non voleva stupirci, voleva sorprenderci. È la sorpresa di accorgersi che è davanti a noi, ad un passo. E soprattutto che è ora, che è adesso. “Lui è qui” direbbe Charles Peguy. ‪#‎dalvangelodioggi