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Luce e ombra

Un albero, grande, ricco di fiori e frutti, illuminato dal sole splendente è bello a vedersi e da gioia…ma ha un difetto….fa ombra!Quest’immagine è simile ad un uomo, ad ogni uomo che viene nel mondo.Illuminato da Cristo, vera luce e Vita è grande, bello e fecondo di opere buone ma conserva però le sue fragilità….

Luce e ombra

Che vuoi da noi Gesù Nazareno? (Tracce di Parole di Dio del 5.09.2017)

«Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». Mi impressionano sempre le parole del demonio di questo passo del Vangelo di oggi, perchè sono in pratica molto frequentemente le mie parole. Capita spesso che mi rivolga al cielo dicendo "Ma si può capire che vuoi da me?"; e credo che questo capiti a molti di noi. Tanti, infatti, si sentono rovinati da ciò che gli accade, persino dalla fede. E in pratica la percezione non è sbagliata. Gesù non è uno dei tanti abusi edilizi in cui ci si appiccicano stanze e verande a case già esistenti. Gesù è una costruzione radicalmente nuova che ha bisogno del rasosuolo di ciò che c'è già. Tradotto singifica che non si possono trovare compromessi tra una ferita e la piena guarigione. O si chiude la ferita o non c'è la vera guarigione. Le soluzioni in cui ci teniamo l'una e l'altra sono le più pericolose perchè ciò che non siamo disposti a mettere in discussione, a rifare da capo sono come ferite aperte dove molto spesso ci si infetta e si muore. Non si può sapere che Gesù è il "santo di Dio" e tenersi un demonio dentro che ci frena nei cambiamenti. "Taci! Esci da lui!"...e il demonio usci da lui, senza fargli male...#dalvangelodioggi

Santità è lasciare i propri pregiudizi senza ripensamenti (Tracce di Parola di Dio del 24.08.2017)

Natanaele (o Bartolomeo) di cui oggi ne celebriamo la festa, è un personaggio davvero simpatico. È una di quelle persone che non ha molti peli sulla lingua ma che allo stesso tempo ha l’umiltà di ammettere i propri errori. È esattamente l’immagine che viene fuori dal Vangelo di oggi: “In quel tempo, Filippo trovò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaèle gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi»”. Se da una parte in questo futuro apostolo agisce la forza dei suoi pregiudizi, è pur vero che non rimane chiuso nelle sue convinzioni ma si lascia condurre fino a Gesù, e una volta arrivato lì, si sente toccato e coinvolto in una maniera unica e irripetibile: “Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!»”. Credo che questa sia una bella testimonianza di santità. La santità è portarsi la propria indole, il proprio carattere, forse anche un po’ le proprie tare culturali, ma avere sempre l’umiltà di lasciare aperta la porta del ripensamento, del cedimento davanti all’evidenza, della lealtà di chiamare le cose per nome. Santità è lasciare i propri pregiudizi senza ripensamenti. #dalvangelodioggi

Il profitto di Dio è vederci felici (Tracce di Parola di Dio del 23.08.2017)

La parabola di oggi, con i lavoratori presi a lavorare in orari più disparati, ci interroga su una cosa che non è di poco conto: fino a che punto possiamo sperare di dare una svolta all nostra vita? al nostro matrimonio? al nostro lavoro? alle nostre relazioni? Non è forse vero che a volte certe cose ormai sono senza ritorno, senza possibilità di cambiamento? Questo è quello che pensiamo noi: 'siamo irrimediabilmente in ritardo per poter fare qualunque cosa di decisivo'. Ma Gesù nel Vangelo di oggi ci dice che "ogni momento è quello giusto" (rubando la battuta a una nota pubblicità). Non è mai troppo tardi! Non siamo mai irreversibilmente nella condizione di poter svoltare la qualità della nostra vita. Davanti a Dio non è mai la quantità che conta ma la qualità. A volte bastano 10 minuti di vita vissuti bene a salvare un'intera vita dissipata e carica di errori. Agli occhi nostri, come a quella dei servi della parabola, ciò può sembrare poco giusto. Agli occhi di Dio non c'è torto ma passione per ciascuno di noi e per le nostre storie. E per amore di questo non ha paura di esporsi alle critiche sindacali dei servi, ben sapendo che non toglie a qualcun'altro per far preferenze, ma al contrario toglie a se stesso per non lasciare nessuno senza il necessario. Nella logica del mondo Dio sarebbe stato un imprenditore fallimentare, ma a quanto pare nonostante le nostre previsioni la sua impresa è riuscita contro ogni prognostico. Forse perchè la nostra giustizia parte da presupposti diversi dei suoi. E forse perchè l'economia di Dio ruota attorno le persone e non al mero profitto personale. Il profitto di Dio è vederci felici. #dalvangelodioggi

Problemi di udito spirituale (Tracce di Parola di Dio del 18.07.2017)

“Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”, dice un adagio popolare. Ma “chi non vuol sentire” rimane comunque infinitamente responsabile di ciò che ignora volutamente. Dio riempie la nostra vita di delicatezze, ma noi ci comportiamo come quei figli adolescenti costantemente insoddisfatti. Qualunque cosa risulta sempre fraintesa o piccola per poterci soddisfare davvero. Ci diciamo che davanti a un grande segno certamente cambieremmo la rotta della nostra vita e ci decideremmo a vivere meglio. Ma la verità è un’altra. La verità è che noi non vogliamo veramente un cambiamento, e ogni provocazione che Dio lancia nella nostra vita risulta quasi sempre sprecata. Sono le provocazioni delle gioie che ci accadono ma molto spesso anche dei dolori. Sprechiamo sorrisi e pianti e non ci accorgiamo di quanto invece siano significativi. Ecco perché Gesù nel Vangelo di oggi usa parole dure: “Allora si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite”. Convertirsi è una faccenda seria. La conversione non riguarda ciò che facciamo ma chi vogliamo essere. Quando Dio ci chiede di convertirci è come se stesse chiedendo a ciascuno di noi: “chi vuoi essere?”. Non convertirsi equivale quindi a non rispondere a questa domanda e a lasciarla alle circostanze, alla convenienza, alle cose che ci accadono. Cioè significa non essere liberi. #dalvangelodioggi