• Home
  • Rubriche
  • Commento al Vangelo

Luce e ombra

Un albero, grande, ricco di fiori e frutti, illuminato dal sole splendente è bello a vedersi e da gioia…ma ha un difetto….fa ombra!Quest’immagine è simile ad un uomo, ad ogni uomo che viene nel mondo.Illuminato da Cristo, vera luce e Vita è grande, bello e fecondo di opere buone ma conserva però le sue fragilità….

Luce e ombra

Sordità "ama-toriale" (Tracce di Parola di Dio del 21.09.2017)

"Non sono i sani che hanno bisogno del medico ma i malati". Così Gesù liquida le critiche della gente che mal sopportavano questo suo rapporto troppo amicale con peccatori, prostitute e deliquenti vari. Certamente neanche a noi avrebbe lasciati indifferenti questa sua predilezione, ma il vero problema non ce l'ha Gesù ma noi. Se una medicina la si prende quando si è malati, ovviamente quando si sta bene non la si prende. Quindi il problema è capire se siamo malati o meno. Ma malati di cosa? Di una malattia di cui soffriamo tutti: sentirci amati. Quando un uomo non si sente amato non funziona, non è felice, non riesce a diventare se stesso, così molte volte cerca di riempire da solo questo bisogno, e nel far questo combina quei grandi guai che noi chiamiamo peccati. E' strano ma nella maggioranza delle volte noi pecchiamo nel tentativo di trovare una maniera di essere felici. E' in questo senso che Gesù ci viene incontro. Egli viene a ristabilire quella salute esistenziale che ci fa riappropriare della nostra vita. Ma finchè io penso di stare bene allora non capirò mai Gesù e non riuscirò mai a farlo sedere alla tavola della mia storia. Per noi Gesù è qualcuno da ammirare, per chi si ritiene peccatore invece Gesù è uno che ti cambia la vita. Matteo non ha ammirato Gesù, lo ha seguito: "Gesù gli disse: Seguimi! Ed egli si alzò e lo seguì". #dalvangelodioggi

Il primo passo è svegliarsi (Tracce di Parola di Dio del 20.09.2017)

“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”. Chi è il nostro vero nemico? L'indifferenza. Cioè quel atteggiamento che ci fa essere sempre neutri davanti a qualunque cosa. Nulla più ci entusiasma, nulla ci fa nemmeno arrabbiare, tutto è inesorabilmente piatto. Solitamente l'indifferenza nasce dalla pigrizia, ma a volte è una maniera che abbiamo di difenderci. Diciamo a noi stessi "se io mi tengo lontano da tutto, allora niente potrà farmi male". Ma la vita è compromissione con tutto ciò che viviamo. La vita è fatta di luci e di ombre, di entusiasmi e di delusioni. Non possiamo chiudere gli occhi e tagliarci fuori dalla realtà. La fede è un imperativo categorico di ritorno alla realtà. La fede esige piedi ben piantati per terra e occhi ben aperti, perchè noi cristiani ci ricordiamo che per realizzare i sogni che coviamo nel cuore, il primo passo è svegliarsi. #dalvangelodioggi

Il tuo dolore ha le ore contate (Tracce di Parola di Dio del 19.09.2017)

“Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei. Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!»”. Sarà stata silenziosa questa processione verso il cimitero. Ci sono dolori che non contemplano colonne sonore, che non sopportano parole. Il silenzio è il colore di certe disperazioni. Non ci sono nemmeno più preghiere, perché dove finisce la speranza non c’è nemmeno più l’ombra della fiducia. È un dolore così che Gesù incrocia nel Vangelo di oggi. La precisazione che quella mamma con un figlio morto è anche una vedova, sta a significare la totale disperazione di quel dolore: recisa nel suo frutto, e recisa nella sua appartenenza. Eppure Gesù non rimane indifferente. Non ha teologie da contrapporre. Non ha spiegazioni che la aiutino a rassegnarsi. Le dice: “Non piangere”. Vuole stabilire un limite a quella sofferenza. Cristo è colui che rende finito il dolore destinato ad essere infinito. Mi piacerebbe che questo Vangelo giungesse soprattutto a chi ha perduto qualcuno di molto caro, a chi ha perduto un figlio: il tuo dolore ha le ore contate. Non sarà in eterno così. Ti sarà restituito ciò che ti è stato tolto. Parola di Gesù: “«Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre”. #dalvangelodioggi

Gesù vuole uscire dal Tabernacolo per venire con noi (Tracce di Parola di Dio del 6.09.2017)

“E subito, usciti dalla sinagoga, andarono nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni”. Un Cristo che rimane solo nel Tempio, non è il Cristo reale. Il Vangelo ci racconta spesso di come Gesù amava entrare nelle case della gente, sedersi a tavola, passare del tempo con loro. Molta della nostra fede, invece, la consumiamo solo nei recinti delle Chiese ed è lì che lasciamo Gesù quando torniamo a casa. Non gli permettiamo di tornare con noi, di accompagnarci, di entrare in casa, di sedersi alla nostra tavola. Gesù ci piace rinchiuso nei tabernacoli e nelle cattedrali, ma credo che Egli muoia dalla voglia di entrare nelle nostre case. E vuol farlo perché abbiamo sempre qualcuno che ha bisogno di noi oltre noi stessi: “La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva”. Solo se Cristo esce davvero dal Tempio per entrare nelle nostre case può forse occuparsi di tutte quelle situazioni di malattia e dolore che viviamo nel segreto delle nostre famiglie e donarne così guarigione. Un cristianesimo circoscritto al semplice sacro non conduce lontano. Un cristianesimo liberato e accolto crea le file: “Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti (…)”. ‪#‎dalvangelodioggi‬