• Home
  • Rubriche
  • Commento al Vangelo

Luce e ombra

Un albero, grande, ricco di fiori e frutti, illuminato dal sole splendente è bello a vedersi e da gioia…ma ha un difetto….fa ombra!Quest’immagine è simile ad un uomo, ad ogni uomo che viene nel mondo.Illuminato da Cristo, vera luce e Vita è grande, bello e fecondo di opere buone ma conserva però le sue fragilità….

Luce e ombra

Gesù non si meraviglia della nostra umanità (Tracce di Parola di Dio del 11.07.2017)

“In quel tempo, Pietro prese a dire a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito»”. Sembra quasi imbarazzante quello che Pietro dice a Gesù: “noi abbiamo fatto tanti sacrifici per te, che cosa ne abbiamo guadagnato?”. Che è un po’ quello che tutti più o meno pensiamo ma che non troviamo il coraggio di dire ad alta voce, tranne poi scontrarci con la vita e magari fare esperienza del dolore. Lì, in quel momento, rinfacciamo a Dio tutto: “ho sempre fatto tutto quello che dovevo fare e che la fede mi ha insegnato, perché hai fatto accadere questo?”. È inutile, è così umana questa logica commerciale in cui vogliamo far rientrare anche Dio. Gesù non sembra scandalizzato da queste parole. È bello sapere che Gesù non si meraviglia della nostra umanità, anche quando palesa degli aspetti così mediocri. Prende sul serio anche certi aspetti, ma lo fa per portarci a un livello più alto. Il contraccambio che riceviamo non è in termini semplicemente materiali. “In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto”. Quel centuplo è fatto di una consapevolezza nuova che Cristo aggiunge alla nostra vita. È un di più che centuplica la nostra capacità di gustarci le cose. Cento volte in più in gusto della vita, non in semplici cose. ‪#‎dalvangelodioggi‬

Gesù è venuto anche per me ed è difficile da ammettere (Tracce di Parola di Dio del 7.07.2017)

"Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?»". Mi verrebbe da dire che è più facile avere a che fare con un peccatore dichiarato che con un giusto presunto. Infatti non di rado ascolto storie molto difficili da parte di persone che ne hanno fatte una più di Bertoldo, ma ho l'interiore certezza che queste persone siano molto più avanti di me nella rapporto con Cristo. E questo non per un principio di buonismo, ma per un principio di sincerità. La maggior parte di queste persone non perde tempo a nascondere le questioni, a trovare giustificazioni, a fare ragionamenti complicati. Queste persone sono dirette nel dire che hanno sbagliato e hanno sbagliato di brutto. Io, invece, essendo molto convinto di essere migliore, tendo a nascondere tutto ciò che non va. Lo seppellisco in contorti ragionamenti, in scuse infinite, in alibi improbabili, in negazioni a tutto campo. Con me Cristo non riesce a sedere subito a tavola, semplicemente perché mi vieto di essere "bisognoso". Allora si affretta Gesù a dirmi: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori». La verità è che è venuto per me ma mi dà un tremendo fastidio doverlo ammettere, perché dovrei ammettere di essere malato. #dalvangelodioggi

Comunque c'è, è con noi (Tracce di Parola di Dio del 4.07.2017)

"Ed ecco, avvenne nel mare un grande sconvolgimento, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma egli dormiva". Forse la sensazione più diffusa tra noi circa l'esistenza di Dio è esattamente quella descritta #dalvangelodioggi: Dio esiste, ma forse sta dormendo. E questa deduzione ci viene dal fatto inspiegabile del perché tolleri che accadano certe cose, che le onde sovrastino la nostra piccola barca, che gli eventi ci portino fin quasi ad affogare. Eppure Egli è lì, nella barca. E si lascia anche pregare con preghiere che rasentano la bestemmia: "non ti importa di noi?". Ma la fede non è avere un Dio che interviene sempre all'occorrenza, ma avere un Dio che c'è. Come un bambino che non sempre viene accontentano dalla madre che gli siede accanto (è il mistero dell'educazione che il bambino non comprende), ma sa che ella c'è. E questo, tra pianti e strilli, gli permette di provare a prendere lui quella cosa, o almeno di provarci. L'amore è sapere che chi ti ama c'è anche quando non fa tutto quello che tu vorresti.

Forti perchè figli e la preghiera serve a ricordarci questo (Tracce di Parola di Dio del 22.06.2017)

"Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate". Dovrebbe bastare solo questo pezzettino del Vangelo di oggi per farci rendere conto di come molto spesso la nostra preghiera è fuori binario. Assomiglia più che altro a quello stato d'ansia che ci prende quando con l'acqua alla gola ripetiamo continuamente "aiutami perché vada bene", "aiutami perché vada bene","aiutami perché vada bene"..., non perché stiamo pregando Qualcuno ma perché cerchiamo di autoconvincerci che andrà bene a forza di parole. E poi che senso ha pregare se il Signore sa già di cosa abbiamo bisogno prima ancora che glielo chiediamo? La preghiera serve a imparare a credere ciò che normalmente abbiamo solo capito con la testa e diciamo con la bocca. La preghiera non serve a ricordare a Dio che è nostro Padre, questo lo sa già e se lo ricorda. La preghiera serve a ricordare a noi, che forse non lo ricordiamo, che siamo figli e che così dovremmo sentirci. Non dei topi in gabbia che tentano di autoconvincersi e di convincere a furia di parole, ma dei figli che si sentono forti di essere tali e per questo parlano con fiducia a Chi li ama. #dalvangelodioggi