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Luce e ombra

Un albero, grande, ricco di fiori e frutti, illuminato dal sole splendente è bello a vedersi e da gioia…ma ha un difetto….fa ombra!Quest’immagine è simile ad un uomo, ad ogni uomo che viene nel mondo.Illuminato da Cristo, vera luce e Vita è grande, bello e fecondo di opere buone ma conserva però le sue fragilità….

Luce e ombra

Il tempo stringe e corre: “la carità copre una moltitudine di peccati” (1Pt 4,8)

Certe volte quando ci guardiamo ci rendiamo conto che per molto tempo abbiamo vivacchiato più che vivere, per lunghe stagioni siamo stati più furbi che onesti, per diversi anni abbiamo tirato a campare più ancora che prendere sul serio la vita. Ci assale così la domanda: come faremo a emendare il passato? Come possiamo riscattarci da tutto ciò che è stato? Specie poi quando si è adulti e magari si è oltrepassata anche la soglia degli anni fiorenti della gioventù, questa domanda diventa pressante. Gesù nel Vangelo di oggi racconta una storia particolare. È la storia di un amministratore disonesto che sta per essere scoperto dal padrone e sa bene che fine farà. Così invece di perdere tempo a imparare bugie da raccontare trova un modo per sopravvivere alla sciagura: conquista amici abbonando debiti a destra e a manca ai creditori del padrone. È misericordioso per necessità dovremmo dire, anzi per scaltrezza. Non è certo di buon esempio ma è per dire che l’unico modo per cadere in piedi dopo che si è fatto danni è cercare di amare quanto più possibile, perché “la carità copre una moltitudine di peccati” (1Pt 4,8). Invece di perdere tempo a piangerci addosso dovremmo passare il resto del tempo che ci resta ad amare. “Il padrone lodò quell'amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce”. ‪#‎dalvangelodioggi‬

Le regole servono a ricordarci che siamo umani (Tracce di Parola di Dio del 3.11.2017)

“Un sabato si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Ed ecco, davanti a lui vi era un uomo malato di idropisìa. Rivolgendosi ai dottori della Legge e ai farisei, Gesù disse: "È lecito o no guarire di sabato?"”. Il paradosso è grande. La regola dice che di sabato non bisogna fare nulla, ma è lecito comunque pranzare. È un po’ come dire che quel pranzo vale più della sofferenza di quell’uomo. A questi paradossi vanno a finire i nostri attaccamenti malati alle regole. Le regole ci piacciono perché quando le seguiamo ci fanno sentire bravi e giusti, quasi mai però ci accorgiamo che le regole le plasmiamo a nostra immagine, abbastanza capienti da contenere il nostro ventre e abbastanza strette da farci entrare la sofferenza degli altri. Credere significa non rinunciare alle regole, al sabato; credere significa comprendere che le regole servono a proteggere un bene e non a smarrirlo. Dio dà la regola del “sabato” affinché l’uomo si ricordi di essere umano e non un “asino da lavoro”, ed è paradossale che in nome di una regola che serve a ricordarci che siamo umani, noi siamo così disumani da non renderci conto del dolore di qualcuno. Gesù lo sa dire meglio: “"Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?". E non potevano rispondere nulla a queste parole”. Il silenzio qui però non è assenso, purtroppo. ‪#‎dalvangelodioggi‬

L'amore vero è gratis e non lo si merita (Tracce di Parola di Dio del 30.10.2017)

La preghiera incomincia con lo sguardo di Dio su di noi

"C'era là una donna che uno spirito teneva inferma da diciotto anni; era curva e non riusciva in alcun modo a stare diritta. Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: "Donna, sei liberata dalla tua malattia"”. La scena è bellissima nella sua drammaticità. È Gesù ad accorgersi di questa donna e non il contrario. È paradossale pensare questa cosa: solitamente noi siamo abituati a pensare che “cercare” è una prerogativa nostra verso Dio, fa un certo effetto invece sapere che sia invece Dio a “cercarci”, ad accorgersi della nostra sofferenza, della nostra incapacità ad alzare lo sguardo (“era curva e non riusciva in alcun modo a stare dritta”). Dovremmo quasi dire che la vera preghiera ha inizio con Dio che si rivolge a noi e non il contrario. Noi possiamo perdere anche la capacità di pregare, di desiderare, di sperare, ma è Lui stesso che ci viene a cercare lì dove siamo. “Impose le mani su di lei e subito quella si raddrizzò e glorificava Dio”. E anche questa annotazione ci suggerisce che la preghiera più bella è quella della lode, la preghiera che nasce dall’aver riconosciuto i benefici che il Signore ha operato nella nostra storia nonostante la nostra storia. Ma questa cosa turba sempre quel “capo della sinagoga” che ci portiamo dentro. È quella parte di noi che censura tutto ciò che è semplicemente gratuito, perché pensiamo di poter comprare tutto. L’amore vero è gratis, non lo si merita. #dalvangelodioggi

Il Rosario è la preghiera di chi usa il cuore non la testa (Tracce di Parola di Dio nella festa della Regina del Rosario)

"In quel tempo, i settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse loro: 'Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore'". In un mondo come il nostro che vuole credere in qualcosa ma non in qualcosa che è più grande dei propri ragionamenti, si fa fatica ad accettare il Mistero di Dio come un oceano molto più grande della nostra capacità di contenerlo. Così di Cristo ci prendiamo qualche insegnamento, le idee più emozionanti, e i gesti più significativi, specie quando riguardano poveri e sofferenti, ma scartiamo la cosa più significativa di Lui: Gesù non è solo un uomo straordinario, è davvero il Figlio di Dio. E' molto di più di quello che riusciamo a ragionare su di Lui. Ma non se la passa neanche altrettanto bene il male, con l'unica differenza che a lui conviene che non si creda nella sua presenza. Nel nascondimento può agire indisturbato usando la libertà di ciascuno di noi che lo asseconda in alcuni pensieri, in alcune ferite, in alcuni blocchi di rancore e odio. Il male c'è ed esiste, e per quanto possiamo farci qualche risatina da chi si sente emancipato rispetto a queste idee, sappiate che da prete non poche volte mi è capitato di vederlo esplicitamente all'opera. Ho capito anche che la cosa che non sopporta è l'umiltà, per questo odia Maria, la più umile tra tutti, e per questo Maria ha un potere immenso su di lui. E detesta il Rosario perché è la preghiera degli umili, è la preghiera di chi deve usare il cuore, non la testa. E' interessante che il Vangelo ce lo ricorda oggi, festa della Madonna del Rosario. #dalvangelodioggi