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Luce e ombra

Un albero, grande, ricco di fiori e frutti, illuminato dal sole splendente è bello a vedersi e da gioia…ma ha un difetto….fa ombra!Quest’immagine è simile ad un uomo, ad ogni uomo che viene nel mondo.Illuminato da Cristo, vera luce e Vita è grande, bello e fecondo di opere buone ma conserva però le sue fragilità….

Luce e ombra

Ottava Domenica del Tempo Ordinario Ciclo A

dal sito http://www.egioiasia.com, Don Luigi Maria Epicoco

Ottava Domenica del Tempo Ordinario Ciclo A

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I

n quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.
Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?
E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?
Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.
Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».

 

Non credo che gli altri possano capire bene questo Vangelo come lo capisco io che soffro di vertigini. Quando uno soffre di vertigini e si avvicina a un posto alto, o si affaccia da un dirupo, non riesce a non aggrapparsi a qualcosa che lo rassicuri. Ha bisogno di stringere forte un punto d’appoggio saldo, e molto spesso tiene gli occhi chiusi per non vedere. Preso da quella paura è in ansia, non vede nulla, non gode nulla del paesaggio. Quel terrore incontrollato dentro di lui è quasi totalizzante. 

 

Io soffro di veritigini e sò quanto è terribile quella sensazione.

Gesù nel Vangelo di oggi parla in termini diversi della stessa cosa. A volte abbiamo così tante preoccupazioni per la vita, così tanta paura di sbagliare, così tante vertigini esistenziali, da aggrapparci a qualcosa di immediato che ci dia sicurezza, che addomestichi questa paura. Certe volte questo punto d’appoggio è il denaro, un rapporto sbagliato, la carriera, qualsiasi altra cosa che comunque risolva quell’ansia che non ci permette di vivere bene. Ma aggrapparsi a un punto d’appoggio improvvisato significa comunque non godere del paesaggio, cioè non godere a pieno della vita, non avere la serenità di stare davanti alle cose senza sentirne l’intimo terrore.

Il vangelo di oggi è un invito a mollare la presa. E’ un invito a lasciare questi “punti d’appoggio” e rimanere autonomamente in piedi e a occhi aperti davanti all’infinito paesaggio. E’ una sorta di rivoluzione esistenziale. Una sorta di capovolgimento di posizione.

Dentro ciascuno di noi risuona continuamente questa domanda “che ne sarà di noi?”. Gesù risponde correggendo la nostra paura: “Smetti di preoccuparti della vita e comincia solo a occuparti di vivere. Perchè  le preoccupazioni paralizzano la vita, e invece di vivere rimani solo bloccato sempre allo stesso punto, aggrappato a qualcosa che non ti renderà felice e che ti distrae da quel paesaggio meraviglioso che se tu guardassi veramente ti riempirebbe il cuore di gioia”.

L’ottimismo non è lo sguardo degli ingenui ma degli intelligenti. I cristiani sono chiamati all’intelligenza dell’ottimismo, cioè a guardare le cose non con lo sguardo delle vertigini, ma con la prospettiva di chi sà rischiare e sà godere dell’adrenalina  che certe volte crea il vuoto sotto di te e il cielo sopra di te. Cioè vivere a occhi aperti nonostante la paura.

Rileggiamo la seconda lettura - VII Domenica Tempo Ordinario Ciclo A

seconda lettura - Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Rileggiamo la seconda lettura - VII Domenica Tempo Ordinario Ciclo A

Questa settimana vogliamo offrivi la possibilità, in questo piccolo angolo del sito dedicato ai commenti della Parola di Dio domenicale, di rileggere e meditare con attenzione la seconda lettura.

Magari copiamola e stampiamola su di un foglio in modo da poterla rileggere quando abbiamo tempo durante la settimana.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi.
Nessuno si illuda. Se qualcuno tra voi si crede un sapiente in questo mondo, si faccia stolto per diventare sapiente, perché la sapienza di questo mondo è stoltezza davanti a Dio. Sta scritto infatti: «Egli fa cadere i sapienti per mezzo della loro astuzia». E ancora: «Il Signore sa che i progetti dei sapienti sono vani».
Quindi nessuno ponga il suo vanto negli uomini, perché tutto è vostro: Paolo, Apollo, Cefa, il mondo, la vita, la morte, il presente, il futuro: tutto è vostro! Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio.

Sesta Domenica del Tempo Ordinario Ciclo A

13 febbraio 2011 - Gesù ci spiega la nuova legge dell’Amore

Sesta Domenica del Tempo Ordinario Ciclo A

Dal Vangelo di Matteo 5,17-37

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio". Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: "Stupido", dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: "Pazzo", sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo!
Avete inteso che fu detto: "Non commetterai adulterio". Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
Fu pure detto: "Chi ripudia la propria moglie, le dia l'atto del ripudio". Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all'adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: "Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti". Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: "sì, sì", "no, no"; il di più viene dal Maligno».

Gesù, nuovo Mosè, conferma, nel Vangelo odierno, la nuova legge dell’Amore, legge perfetta, la sola degna dei Figli di Dio.
Inoltre Gesù, che è esigente, vuole che viviamo come lui, santi e gioiosi nel seguire la volontà del Padre. Gesù, il Maestro, ci dà la vera sapienza e ci spiega come vivere, nell’intimità del cuore, la sua legge d’Amore.
La legge di Dio sono i “10 comandamenti” – Non sono imposizioni gravose sono invece parole e mezzi per vivere in libertà: non dobbiamo essere schiavi del demonio.
Viviamo da Figli di Dio, come Gesù:” Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste”
Vivere liberi dal peccato, dall’egoismo, amare tutti, anche i nemici è facile ed è fonte di gioia. Il segreto è restare uniti a Cristo Gesù:” Senza di me non potete fare nulla” “Chi resta in me, ed io in lui porta molto frutto”. Di quali frutti si parla? La pienezza di vita , la pace del cuore e la vera gioia, quella cioè che nasce dal nostro cuore. Valorizzare i sentimenti e le persone che incontriamo: amare Dio e amare il prossimo, questo è il vero fondamento della legge cristiana dell’amore.
L’agire di ogni uomo deriva da un atto libero della volontà: Dio c’ha fatto liberi. Sta a ciascuno di noi interpretare al meglio la libertà che Dio ci dona. Gesù ci aiuta con la sua Grazia divina che riceviamo nella preghiera e attraverso i Sacramenti, specialmente con la Confessione e la Comunione.
La Vergine Santa, nostra Madre e Regina ci aiuti ad amarci di più. Il vero amore e la gioia di Gesù siano in tutte le famiglie e tra i veri innamorati della vita…
Preghiera: O Dio, nostro Padre, che hai promesso di essere presente in quelli che ti amano con cuore sincero, rendici degni di diventare tua stabile dimora.
Amen

Quinta Domenica del Tempo Ordinario - Ciclo A

giornata della vita

Quinta Domenica del Tempo Ordinario - Ciclo A

VANGELO - Lc 5,1-11

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

 

“Voi siete il sale della terra…”

“Voi siete la luce del mondo…” (Mt 5, 13-16)

Gesù nel Vangelo odierno, ha indicato e definito la “missione” degli apostoli. Oggi Gesù lo ripete a noi, uniti a Lui per la grazia del Battesimo che ci ha fatti “Figli di Dio” e “Figli della Luce”.

Se noi cristiani ci vergognassimo di cristo e del suo Vangelo, vivendo come pagani, saremmo scacciati via dal “Regno dei cieli” (Lc 9, 23-26)

Celebrando oggi la Giornata della Vita, ricordiamo anche la Festa della Candelora celebrata il 2 febbraio. Gesù bambino, scampato alla ferocia di Erode è presentato al tempio da Maria e Giuseppe, felici di portare il “primogenito” per l’offerta al Padre.

S. Ambrogio, vescovo di Milano, ci ricorda che i figli che nascono sono come Gesù: “Xhristi fiorente”, dei piccoli Gesù in fiore.Figli di Dio  e figli nostri. Questi fiori, “i più belli del giardino” (S.Agostino) sono la nostra gioia, la speranza della Chiesa, il futuro del mondo come amava ripetere Giovanni Paolo II.

“Ti lodo, Signore, perché mi hai fatto come un prodigio, e sono stupende le tue opere. Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi. Tutto era scritto nel tuo libro, i miei giorni erano fissati quando ancora non ne esisteva uno”  (Is 138, 13-18)

La vita che abbiamo ricevuto è bella, meravigliosa, un dono stupendo di Dio Creatore e Padre… e chi sei tu, uomo ingrato e crudele, che recidi la vita appena sbocciata nel grembo materno?

Ogni anno in tutto il mondo più di 50 milioni di bambini (è già uomo chi lo sarà, è stato scritto) vengono uccisi mediante l’aborto procurato…

E’ una vera strage degli innocenti. Sono i martiri che gridano “Vendica, Signore, il nostro sangu (apocalisse)

Questi piccoli “battezzati” nel loro sangue, seguono l’Agnello che fu immolato il quale è la gioia del Paradiso. Questi piccoli, non nati, non hanno fatto nulla per meritare questa triste e orrenda morte: so è negato loro il dono della vita, dell’esistenza, la grazia del Battesimo, anche l’onore del funerale se vogliamo….

Nel cimitero de l’Aquila è stato eretto un piccolo monumento ai “Bambini non nati”. Una statua di Maria SS seduta  e senza volto abbraccia tanti piccoli bimbi. E’ stata voluta da Padre Andrea D’Ascanio, cappuccino a cui S. Pio aveva raccomandato di occuparsi dei piccoli, come i fanciulli di Fatima, che si offrirono a Maria per la salvezza e la pace del mondo intero.

Padre Andrea ha organizzato una crociata di preghiera (Nidi di preghiera) che ha chiamato “Armata bianca”

Padre Pio aveva detto “i bimbi salveranno il mondo”.

Preghiera:

Santa Maria, madre di Dio e Mamma nostra, prega per noi peccatori ma figli tuoi, a te affidiamo tutti i bambini del mondo.