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Luce e ombra

Un albero, grande, ricco di fiori e frutti, illuminato dal sole splendente è bello a vedersi e da gioia…ma ha un difetto….fa ombra!Quest’immagine è simile ad un uomo, ad ogni uomo che viene nel mondo.Illuminato da Cristo, vera luce e Vita è grande, bello e fecondo di opere buone ma conserva però le sue fragilità….

Luce e ombra

III Domenica di Quaresima/B - 11 marzo 2012

Purifichiamo la casa di Dio... che siamo noi

III Domenica di Quaresima/B - 11 marzo 2012

di don Pietro

Es 20,1-17; 1Cor 1,22-25; Gv 2,13-25

Devo ammettere che ho fatto fatica anch'io questa domenica nel trovare in quale luogo volesse condurci la Parola di Dio per il nostro terzo passo di Quaresima. Se nel primo passo del nostro cammino il Signore ci aveva condotti nel deserto (non solo per capire il valore della prova più estrema, ma soprattutto per stare da solo con noi e parlare al nostro cuore), e nel secondo passo sul monte (per vedere il mondo e le cose dall'angolatura di Dio e soprattutto per incontrarlo "faccia a faccia"), oggi dove ci vuole portare? Il brano di vangelo inizia dicendoci che Gesù sale a Gerusalemme, e in particolare nel Tempio. Cos'è il Tempio di Gerusalemme per Gesù? Come per ogni pio ebreo è il centro della religiosità, il luogo più eminente per l'incontro con Dio. Sarebbe come se oggi salisse in Vaticano, ed entrasse sotto il portico di San Pietro a Roma. Non oso immaginare che cosa farebbe lì se ci dovesse entrare con lo stesso spirito che lo portò a Gerusalemme quel giorno... Immaginare la scena però è utile, forse proprio per aiutarci a capire che Gesù oggi ci vuole proprio portare nel luogo dell'incontro con Lui, e - oggi come allora - lo vuole "purificare". Nelle nostre chiese (a meno che non pensiamo a Santuari famosi come Lourdes o San Giovanni Rotondo) non ci sono bancarelle da rovesciare e gente dedita al commercio... e allora, cosa farebbe in una qualsiasi delle nostre piccole parrocchie di montagna? Prima di tutto ci aiuterebbe a capire che oggi Dio non abita più in templi fatti da mani d'uomo (At 7,48ss), perché dal momento in cui è sceso in terra nel Suo Figlio si è costruito un tempio nel suo corpo. E oggi il Corpo di Cristo siamo noi. Noi come Chiesa, Corpo Mistico, siamo le pietre vive che costituiscono il Tempio di Dio. Eccoci qui, allora. Dio ci ha portati oggi dentro questo tempio così particolare che è il nostro stesso corpo, inscindibilmente unito al Suo. E' questo il tempio che oggi Gesù viene a purificare. Da cosa? Da tutte quelle cose che assomigliano molto alle mercanzie ribaltate a terra da Gesù quel giorno a Gerusalemme. Da tutte quelle convinzioni che - sotto sotto - ci fanno vivere il nostro rapporto con Dio come se fosse un affare commerciale. Tipo quando ci aspettiamo qualcosa da Lui perché, in fondo, questa volta ce l'abbiamo messa tutta... O - più spesso - quando siamo convinti che Dio non ci darà un bel niente perché "non ce lo siamo meritato". Beh, se questo cuore e questa mente sono il nostro tempio... non è di sicuro una casa accogliente, una "casa, dolce casa", un luogo d'incontro con Dio, ma più che altro una "casa degli orrori", dove Dio ha il volto grottesco e subdolo dell'economia di mercato che proprio in questi tempi ci sta divorando! Dio non ci deve nulla, non c'è nulla che potremmo né pretendere né comperare da Lui. E non solo perché tutto gli appartiene, ma (questa è la ragione e la verità più profonda) perché Egli ci ha già dato tutto. Si è totalmente consegnato a noi nel Suo Figlio. Ecco il senso dell'affermazione di Gesù: «Distruggete questo tempio...», dove prontamente Giovanni annota: «Ma egli parlava del tempio del suo corpo». Oggi Gesù ci ha portati dentro la nostra intimità più profonda di singoli credenti ma anche dentro le pieghe più nascoste delle dinamiche che muovono i nostri gesti e le nostre pratiche religiose, i nostri rapporti con Dio. Abbiamo in mano una frusta di cordicelle... verso cosa dobbiamo brandirla? Ecco, lasciamo che entri nel Suo Tempio il Signore per fare il nostro terzo passo di Quaresima. Lasciamo che lo purifichi da tutto ciò di cui pensiamo di aver bisogno per incontrarLo ma invece ci allontana da Lui.

© http://www.donpi.tk/

© http://www.parrocchiauniversitaria.it/

II Domenica di Quaresima (ANNO B)

Trasfigurare....

II Domenica di Quaresima (ANNO B)

I

n quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli.
Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.
Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.


Uno squarcio di luce ci arriva nel tempo penitenziale della Quaresima. Quasi un insegnamento che non dobbiamo mai dimenticare: non si può affrontare la notte senza aver fatto scorpacciata di luce. La Trasfigurazione è questo. E' Gesù che si mostra ai suoi amici per ciò che è. Vuole imprimere nella loro memoria il fatto che Lui è il Figlio di Dio. E lo rimarrà anche quando sarà sfigurato sulla croce. La nostra vita è fatta di stagioni di luce e di tempi notturni. La fede ci chiede di mettere in comunicazione la luce con la notte, cioè di ricordarci in tempi di buio l'esistenza di una Luce. Quasi mai quando soffriamo ce ne ricordiamo. il dolore diventa totalizzante, le preoccupazioni soffocanti, e la paura e l'ansia ci trafiggono. Essere cristiani non significa sfuggire a queste notti, significa combattere la notte ricordando dentro di noi i tempi di Luce. In fin dei conti Gesù ci insegna che la notte è una parentesi tra due momenti di luce che la precedono e la seguono. Noi siamo in cammino non verso la notte, ma attraverso la notte verso la Luce, verso un Senso, verso una pienezza. Per non perderci dobbiamo obbedire al comando di oggi: "ascoltatelo". Dobbiamo rimparare ad ascoltare Gesù, non a riempirlo delle nostre parole, ma a riempirci delle Sue. Se non riapriamo le vie dell'ascolto non usciremo mai veramente dalle notti in cui incapperemo. Allora se un impegno dobbiamo prendere oggi è quello di continuare a familiarizzare con la Bibbia, con il Vangelo. Perchè la Parola di Dio è Parola di Luce che illumina la notte. Un cristiano che ignora la Sacra Scrittura è come un uomo che cammina con gli occhi chiusi...

(la vignetta è di don Giovanni Berti)