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Luce e ombra

Un albero, grande, ricco di fiori e frutti, illuminato dal sole splendente è bello a vedersi e da gioia…ma ha un difetto….fa ombra!Quest’immagine è simile ad un uomo, ad ogni uomo che viene nel mondo.Illuminato da Cristo, vera luce e Vita è grande, bello e fecondo di opere buone ma conserva però le sue fragilità….

Luce e ombra

Annunciazione del Signore - 26 marzo 2012

il prolungamento del possibile

Annunciazione del Signore - 26 marzo 2012

I

n quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.


La splendida pagina del Vangelo dell'annunciazione ricorda a tutti noi una verità importantissima: "nulla è impossibile a Dio". Il che non significa che Dio è uno che fa magie, ma uno che prolunga il nostro possibile. Le opere di Dio si poggiano sui nostri Eccomi. Egli si fa mendicante della nostra libertà, e attraverso di essa giunge lì dove le nostre forze da sole non potrebbero arrivare. Come un papà che prende in braccio il figlio e lo solleva affinchè raccolga un frutto da un albero alto. Non servirebbe a nulla la mano spalancata di quel bambino se non ci fosse un papà che renda possibile qualcosa che per quel bambino da solo rimarrebbe inarrivabile. La storia di Maria è il prototipo di ogni vita vissuta con Dio. Il Suo Eccomi è una mano spalancata. L'Amore di Dio è un padre che ti solleva all'altezza di ciò che desideri veramente, affinchè tu colga la gioia.

III Domenica di Quaresima/B - 11 marzo 2012

Purifichiamo la casa di Dio... che siamo noi

III Domenica di Quaresima/B - 11 marzo 2012

di don Pietro

Es 20,1-17; 1Cor 1,22-25; Gv 2,13-25

Devo ammettere che ho fatto fatica anch'io questa domenica nel trovare in quale luogo volesse condurci la Parola di Dio per il nostro terzo passo di Quaresima. Se nel primo passo del nostro cammino il Signore ci aveva condotti nel deserto (non solo per capire il valore della prova più estrema, ma soprattutto per stare da solo con noi e parlare al nostro cuore), e nel secondo passo sul monte (per vedere il mondo e le cose dall'angolatura di Dio e soprattutto per incontrarlo "faccia a faccia"), oggi dove ci vuole portare? Il brano di vangelo inizia dicendoci che Gesù sale a Gerusalemme, e in particolare nel Tempio. Cos'è il Tempio di Gerusalemme per Gesù? Come per ogni pio ebreo è il centro della religiosità, il luogo più eminente per l'incontro con Dio. Sarebbe come se oggi salisse in Vaticano, ed entrasse sotto il portico di San Pietro a Roma. Non oso immaginare che cosa farebbe lì se ci dovesse entrare con lo stesso spirito che lo portò a Gerusalemme quel giorno... Immaginare la scena però è utile, forse proprio per aiutarci a capire che Gesù oggi ci vuole proprio portare nel luogo dell'incontro con Lui, e - oggi come allora - lo vuole "purificare". Nelle nostre chiese (a meno che non pensiamo a Santuari famosi come Lourdes o San Giovanni Rotondo) non ci sono bancarelle da rovesciare e gente dedita al commercio... e allora, cosa farebbe in una qualsiasi delle nostre piccole parrocchie di montagna? Prima di tutto ci aiuterebbe a capire che oggi Dio non abita più in templi fatti da mani d'uomo (At 7,48ss), perché dal momento in cui è sceso in terra nel Suo Figlio si è costruito un tempio nel suo corpo. E oggi il Corpo di Cristo siamo noi. Noi come Chiesa, Corpo Mistico, siamo le pietre vive che costituiscono il Tempio di Dio. Eccoci qui, allora. Dio ci ha portati oggi dentro questo tempio così particolare che è il nostro stesso corpo, inscindibilmente unito al Suo. E' questo il tempio che oggi Gesù viene a purificare. Da cosa? Da tutte quelle cose che assomigliano molto alle mercanzie ribaltate a terra da Gesù quel giorno a Gerusalemme. Da tutte quelle convinzioni che - sotto sotto - ci fanno vivere il nostro rapporto con Dio come se fosse un affare commerciale. Tipo quando ci aspettiamo qualcosa da Lui perché, in fondo, questa volta ce l'abbiamo messa tutta... O - più spesso - quando siamo convinti che Dio non ci darà un bel niente perché "non ce lo siamo meritato". Beh, se questo cuore e questa mente sono il nostro tempio... non è di sicuro una casa accogliente, una "casa, dolce casa", un luogo d'incontro con Dio, ma più che altro una "casa degli orrori", dove Dio ha il volto grottesco e subdolo dell'economia di mercato che proprio in questi tempi ci sta divorando! Dio non ci deve nulla, non c'è nulla che potremmo né pretendere né comperare da Lui. E non solo perché tutto gli appartiene, ma (questa è la ragione e la verità più profonda) perché Egli ci ha già dato tutto. Si è totalmente consegnato a noi nel Suo Figlio. Ecco il senso dell'affermazione di Gesù: «Distruggete questo tempio...», dove prontamente Giovanni annota: «Ma egli parlava del tempio del suo corpo». Oggi Gesù ci ha portati dentro la nostra intimità più profonda di singoli credenti ma anche dentro le pieghe più nascoste delle dinamiche che muovono i nostri gesti e le nostre pratiche religiose, i nostri rapporti con Dio. Abbiamo in mano una frusta di cordicelle... verso cosa dobbiamo brandirla? Ecco, lasciamo che entri nel Suo Tempio il Signore per fare il nostro terzo passo di Quaresima. Lasciamo che lo purifichi da tutto ciò di cui pensiamo di aver bisogno per incontrarLo ma invece ci allontana da Lui.

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