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Luce e ombra

Un albero, grande, ricco di fiori e frutti, illuminato dal sole splendente è bello a vedersi e da gioia…ma ha un difetto….fa ombra!Quest’immagine è simile ad un uomo, ad ogni uomo che viene nel mondo.Illuminato da Cristo, vera luce e Vita è grande, bello e fecondo di opere buone ma conserva però le sue fragilità….

Luce e ombra

Mercoledì del Ceneri - 22 febbraio 2012

Omelia del Vescovo Ambrogio

Mercoledì del Ceneri - 22 febbraio 2012

Oggi non indurite il vostro cuore ma ascoltate la voce del Signore"

Gl 2,12-18 - Sal 50 - 2Cor 5,20-6,2 - Mt 6,1-6.16-18

C

are sorelle e cari fratelli, iniziamo oggi con il sacro rito delle ceneri il tempo di Quaresima, itinerario di conversione e di rinnovamento che ci conduce alla Pasqua del Signore. Le due frasi della Bibbia che il sacerdote può pronunciare mentre pone sul nostro capo le ceneri ce ne ricordano il significato. La prima: “Ricordati che sei polvere e in polvere tornerai”, tratta dal racconto della creazione del libro della Genesi, ci ricorda che siamo uomini e donne fragili e deboli e che la vita non viene da noi, ma da Dio. In un mondo che ci abitua all’orgoglio e alla prepotenza, e talvolta persino a un senso di autosufficienza e onnipotenza, come se tutto dipendesse da noi, siamo richiamati a tornare davanti a Dio per riconoscere il nostro bisogno e la nostra pochezza. Siamo tutti uomini e donne fragili, al di là delle apparenze o delle esibizioni di ciascuno. La seconda frase, “convertitevi e credete al Vangelo”, tratta dal primo capitolo del Vangelo di Marco, ci mostra che in questo tempo siamo chiamati tutti a cambiare noi stessi tornando ad ascoltare il Vangelo. Infatti ci si converte smettendo di ascoltare se stessi e imparando ad ascoltare il Signore che ci parla. Troppe volte noi sentiamo risuonare la parola di Dio, ma usciti dalla Chiesa, tutto continua come prima, le stessi abitudini, gli stessi pensieri, gli stessi sentimenti, le stesse scelte. Vedete, per questo la Quaresima è un tempo ignorato dal mondo. Tutti sono presi da se stessi e non si ha voglia di fermarsi, di pregare, soprattutto non si ha nessuna intenzione di cambiare se stessi. Maestri nel pretendere che gli altri cambino, poco cristiani nell’esigere di cambiare se stessi. Per questo le letture si aprono con la parola del profeta, che è quasi un grido: “Ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti. Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore, vostro Dio, perché egli è misericordioso e pietoso, lento all’ira, di grande amore, pronto a ravvedersi riguardo al male”. Cari fratelli, ritorniamo al Signore, ritorniamo a chiedere il suo perdono, per imparare da lui ad amare con larghezza. Ritorniamo con il cuore. Il Signore ci aspetta sulla porta, come aspettava quel figlio che si era allontanato da casa per godersi i beni che gli spettavano, dominato dal denaro e dal desiderio di fare da solo, senza gli altri, senza l’amore esigente di quella casa del Padre. Ma alla fine si ritrovò senza niente, triste e bisognoso di aiuto. E vedete, a Dio si ritorna con una scelta personale, che però si connette a quella degli altri. Dice il profeta: “Radunate il popolo, indite un’assemblea solenne, chiamate i vecchi, riunite i fanciulli, i bambini lattanti, esca lo sposo dalla sua camera e la sposa dal suo talamo”. Il tempo di Quaresima non è tempo di isolamento, anzi il profeta ci esorta e riscoprire il senso di essere un popolo, un’assemblea riunita dal Signore, un “noi” e non tanti “io”separati e contrapposti, come spesso avviene nella vita di tutti i giorni. Potremmo a ragione dire che la Quaresima è il tempo in cui riscoprire la comunità, l’essere insieme per cantare la gioia del perdono e del ritorno a Dio. La Domenica sarà questo giorno, il giorno della comunità, in cui gustare la bellezza della comunione e dell’unità. Non cerchiamo altri tempi, non rimandiamo a momenti migliori il tempo del ritorno a Dio e dell’incontro con gli altri. “Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza”, abbiamo ascoltato dall’apostolo Paolo. Il Vangelo di oggi ci aiuta a compiere questo itinerario di ritorno al Signore, indicandoci tre passi da compiere: elemosina, preghiera, digiuno. Nell’elemosina si impara la gratuità. “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”, aveva detto Gesù ai discepoli. In un mondo mercato, dove vige la regola del dare per ricevere, dove si pretende sempre ma si è avari nel dare, al cristiano viene chiesto di vivere la gratuità, che diventa testimonianza dell’amore gratuito ricevuto da Dio. Sì, tutti abbiamo ricevuto gratuitamente dal Signore, perché la gratuità è la caratteristica dell’amore di Dio verso tutti, a partire dai piccoli e dai poveri, i primi beati. L’elemosina come atteggiamento di vita verso gli altri diventa particolarmente importante in questo di crisi, che rende difficile la condizione di tanti anche nella nostra terra. Essa diventa allora attenzione al bisogno, solidarietà, generosità, benevolenza, amicizia, incontro. Poi la preghiera. Gesù sottolinea la necessità di una preghiera fatta nel segreto. Questo invito non si contrappone tanto alla preghiera comune, ma indica, come nel caso dell’elemosina e del digiuno, il rifiuto di parole e gesti esteriori, fatti per essere visti e ammirati dagli altri. In una società dove l’esteriorità e l’ostentazione di sé sembrano essere diventati uno dei cardini del successo e della considerazione degli altri, l’avvertimento di Gesù ci consente di rientrare in noi stessi e di metterci davanti a lui nel segreto del nostro cuore, per ricevere da lui la ricompensa del suo perdono e del suo amore. Nel tempo di Quaresima coltiviamo il cuore mediante la preghiera assidua e la meditazione della Parola di Dio, per poterci conformare ai pensieri e ai sentimenti di Dio. Occorre perciò digiunare non solo nel cibo, ma anche da noi stessi, dall’amore per noi stessi, che ci rende malinconici e tristi. “Quando tu digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”. Cari fratelli, c’è una ricompensa per coloro che praticano l’elemosina, la preghiera e il digiuno. La ricompensa è la gioia di stare con il Signore, è il gusto della vita con gli altri, dell’amore gratuito a partire dai poveri. La ricompensa è una vita con Dio già da oggi, liberi dall’amore per se stessi. Come altre volte ho detto, la tristezza non è solo conseguenze delle difficoltà della vita, ma anche della chiusura in se stessi, dell’abitudine a guardare se stessi e a chiedere senza dare. La Quaresima ci libera per essere pronti a diffondere in un mondo spaventato ed egoista il profumo dell’amore di Dio. Vorrei augurare ad ognuno di voi, alle vostre famiglie, ai piccoli e ai grandi, ai poveri e ai ricchi, alla vostra comunità parrocchiale di gustare la gioia di questo tempo prezioso, ascoltando con fedeltà il Signore che ci parla, praticando quotidianamente elemosina, preghiera e digiuno, per ricevere il perdono di Dio e testimoniare a tutti la larghezza della sua misericordia e del suo amore.

Ambrogio Spreafico - diocesifrosinone.com

Parola di Dio del 17 febbraio 2012

http://www.parrocchiauniversitaria.it/

Parola di Dio del 17 febbraio 2012

In quel tempo, convocata la folla insieme ai suoi discepoli, Gesù disse loro:
«Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà.
Infatti quale vantaggio c’è che un uomo guadagni il mondo intero e perda la propria vita? Che cosa potrebbe dare un uomo in cambio della propria vita?
Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi».
Diceva loro: «In verità io vi dico: vi sono alcuni, qui presenti, che non morranno prima di aver visto giungere il regno di Dio nella sua potenza».

Scegliere Cristo non significa scegliere la croce, significa scegliere di seguire qualcuno che ci porta ad una via d'uscita nonostante la croce. Una vita senza Cristo è una vita di croce, senza vie d'uscita, ma solo con la compagnia del peso delle cose da vivere e d'affrontare. Per questo Gesù ci chiede di lasciare questa solitudine, di "rinnegare noi stessi", e di seguirlo. Il cristianesimo è una via d'uscita attraverso la vita, con tutte le sue croci. Senza vie d'uscita nulla varrebbe la pena. Per questo Cristo è la cosa per cui tutto vale la pena.

IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

La Liturgia di Domenica 29 Gennaio 2012
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    IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)
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Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde

Antifona d'ingresso
Salvaci, Signore Dio nostro,
e raccoglici da tutti i popoli,
perché proclamiamo il tuo santo nome
e ci gloriamo della tua lode. (Sal 106,47)

Colletta
Dio grande e misericordioso,
concedi a noi tuoi fedeli
di adorarti con tutta l’anima
e di amare i nostri fratelli nella carità del Cristo.
Egli è Dio, e vive e regna con te...

Oppure:
O Padre, che nel Cristo tuo Figlio
ci hai dato l’unico maestro di sapienza
e il liberatore dalle potenze del male,
rendici forti nella professione della fede,
perché in parole e opere
proclamiamo la verità
e testimoniamo la beatitudine
di coloro che a te si affidano.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Dt 18,15-20)
Susciterò un profeta e gli porrò in bocca le mie parole.

Dal libro del Deuterònomio

Mosè parlò al popolo dicendo:
«Il Signore, tuo Dio, susciterà per te, in mezzo a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me. A lui darete ascolto.
Avrai così quanto hai chiesto al Signore, tuo Dio, sull’Oreb, il giorno dell’assemblea, dicendo: “Che io non oda più la voce del Signore, mio Dio, e non veda più questo grande fuoco, perché non muoia”.
Il Signore mi rispose: “Quello che hanno detto, va bene. Io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò. Se qualcuno non ascolterà le parole che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto. Ma il profeta che avrà la presunzione di dire in mio nome una cosa che io non gli ho comandato di dire, o che parlerà in nome di altri dèi, quel profeta dovrà morire”».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 94)
Rit: Ascoltate oggi la voce del Signore.

Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia.

Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce.

Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova
pur avendo visto le mie opere».

SECONDA LETTURA (1Cor 7,32-35)
La vergine si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, io vorrei che foste senza preoccupazioni: chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore; chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie, e si trova diviso!
Così la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito; la donna sposata invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al marito.
Questo lo dico per il vostro bene: non per gettarvi un laccio, ma perché vi comportiate degnamente e restiate fedeli al Signore, senza deviazioni.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Mt 4, 16)
Alleluia, alleluia.
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta.
Alleluia.

VANGELO (Mc 1,21-28)
Insegnava loro come uno che ha autorità.

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Gesù è venuto a portare la sua Parola, insegnando con autorità. Preghiamo perché ci aiuti a non chiudere il nostro cuore all'ascolto, anche quando il suo messaggio è impegnativo.
Preghiamo insieme dicendo: Ascoltaci, o Signore!

1. Per la Chiesa nel mondo intero: trasmetta con fedeltà e coraggio a tutti gli uomini la Parola di salvezza, preghiamo.
2. Per coloro che vivono il ministero della Parola: si preparino con cura a leggere e meditare la Bibbia e la trasmettano con entusiasmo e sapienza, preghiamo.
3. Per chi è sposato e per chi è celibe: in ogni stato di vita si sappia vivere con animo indiviso l'amore di Dio, senza disimpegni o distrazioni, preghiamo.
4. Per tutti coloro che vivono il sacramento del matrimonio: sappiano rendere grazie per il dono ricevuto e lo alimentino di giorno in giorno, preghiamo.
5. Per la nostra comunità cristiana: la condivisione dell'unico pane eucaristico ci spinga a portare a tutti il messaggio profetico di pace e di liberazione dal male, preghiamo.

Padre, Dio potente e misericordioso, metti a tacere le potenze del male che si agitano nel mondo e donaci un cuore attento e pronto ad ascoltare la voce di Gesù, tuo Figlio e nostro fratello e Signore. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Preghiera sulle offerte
Accogli con bontà, o Signore, questi doni
che noi, tuo popolo santo, deponiamo sull’altare,
e trasformali in sacramento di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona di comunione
Fa’ risplendere sul tuo servo la luce del tuo volto,
e salvami per la tua misericordia.
Che io non resti confuso,
Signore, perché ti ho invocato. (Sal 31,17-18)

Oppure:
“Io so chi tu sei, Gesù Nazareno:
il santo di Dio”. (cf. Mc 1,24)

Preghiera dopo la comunione
O Dio, che ci hai nutriti alla tua mensa,
fa’ che per la forza di questo sacramento,
sorgente inesauribile di salvezza,
la vera fede si estenda sino ai confini della terra.
Per Cristo nostro Signore.

Commento
Gesù inizia il suo ministero annunciando il vangelo del regno di Dio (Mc 1,15). Si ha un regno quando c’è un popolo governato da un’autorità sovrana che esercita il suo potere per mezzo della legge.
Dio è Santo ed esercita il suo dominio per mezzo della potenza dello Spirito Santo; la sua unica legge è l’amore. Vive nel regno di Dio chi, nella libertà dell’amore, si sottomette all’azione potente del suo Spirito che “è Signore e dà la vita”. Adamo ed Eva con il peccato si sono ribellati a Dio sottraendosi alla sua sovranità, ed a causa loro tutti gli uomini sono stati costituiti peccatori (Rm 5,12) per cui “giacciono sotto il potere del Maligno” (1Gv 5,15), il quale regna sull’uomo con la forza della menzogna e con la legge del peccato.
Gesù Cristo, nuovo Adamo, sottomesso al Padre con una obbedienza spinta fino alla morte di croce (Fil 2,8), ripieno di Spirito Santo e rivestito di potenza dall’alto al battesimo del Giordano, inizia la sua missione instaurando il regno di Dio con autorità. I demoni si sottomettono a lui, manifestando così che il loro potere sull’uomo ormai volge al termine e che il regno di Dio è entrato nel mondo. La parola di Gesù, al contrario di quella degli altri maestri del tempo, non tende a diffondere delle opinioni dottrinali, chiama invece gli uomini all’obbedienza a lui (1Pt 1,2) per mezzo della fede(cf. Rm 1,5; 6,16-17), la pratica dei suoi comandamenti(Gv 14,21) e la guida del suo Santo Spirito. Oggi è compito della Chiesa, cioè di ogni cristiano, far arrivare il regno di Dio ad ogni uomo su questa terra.

Commento di don Luigi Maria Epicoco

"Sei venuto a rovinarci?"...C'è dentro di noi una porzione di male che cerca continuamente di stare lontana da Gesù. C'è una parte di noi che sa benissimo che prendere sul serio Gesù, la fede in Lui, la Sua Parola, il Suo rapporto con noi, porterebbe a un capovolgimento radicale della nostra esistenza. Così ce ne stiamo lontani, a quella distanza di sicurezza in cui teniamo a posto la coscienza dicendo: "Sappiamo chi tu sei: il Santo di Dio"; ma allo stesso tempo rendiamo innocua la Sua presenza cercando di nasconderci il più possibile. E solitamente come avviene questo nascondimento? Avviene soffocando le domande serie che ci portiamo dentro. Che voglio? Chi sono? Che senso ha quello che sto vivendo? Dove sto andando? Sarò felice? Come?... Il Vangelo di oggi ci racconta di un attrazione immensa nei confronti di Gesù. Si rimane colpiti dal Suo insegnamento, dalla sua autorevolezza, dalla Sua efficacia. E allo stesso tempo c'è la fuga. La paura di cambiare. Il convincimento che non siamo mai abbastanza bravi e capaci per reggere una vita diversa da quella che mediocramente stiamo vivendo ora. Ma il Vangelo di oggi non interpreta solo la nostra condizione, ci dice di più. Ci dice che Gesù non rimane solo a guardare questa lotta di attrazione e fuga. Lui parla: "Taci! Esci da lui". Egli mette a tacere le paure, lo scoraggiamento, la depressione, lo smarimento, la confusione. Manda a casa tutto ciò che paralizza la nostra vita, tutto ciò che la tiene immobilizzata dentro pochi metri quadri di esistenza. E, seppur con fatica, torniamo ad essere liberi: "...e lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui". Da quell'istante in poi noi non solo abbiamo riacquistato libertà di movimento, ma diventiamo anche sana propaganda per Lui. La nostra vita è l'unica predica che il mondo accetta. L'unica predica efficace: "tutti furono presi da timore...la sua fama si diffuse subito dovunque...".

III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

LA LITURGIA DEL GIORNO
www.lachiesa.it/liturgia

La Liturgia di Domenica 22 Gennaio 2012
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    III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)
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Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde

Antifona d'ingresso
Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore da tutta la terra;
splendore e maestà dinanzi a lui,
potenza e bellezza nel suo santuario. (Sal 96,1.6)

Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
guida i nostri atti secondo la tua volontà,
perché nel nome del tuo diletto Figlio
portiamo frutti generosi di opere buone.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

Oppure:
O Padre, che nel tuo Figlio
ci hai dato la pienezza della tua parola e del tuo dono,
fa’ che sentiamo l’urgenza di convertirci a te
e di aderire con tutta l’anima al Vangelo,
perché la nostra vita
annunzi anche ai dubbiosi e ai lontani
l’unico Salvatore, Gesù Cristo.
Egli è Dio, e vive e regna con te...

PRIMA LETTURA (Gn 3,1-5.10)
I Niniviti si convertirono dalla loro condotta malvagia.

Dal libro del profeta Giona

Fu rivolta a Giona questa parola del Signore: «Àlzati, va’ a Nìnive, la grande città, e annuncia loro quanto ti dico». Giona si alzò e andò a Nìnive secondo la parola del Signore.
Nìnive era una città molto grande, larga tre giornate di cammino. Giona cominciò a percorrere la città per un giorno di cammino e predicava: «Ancora quaranta giorni e Nìnive sarà distrutta».
I cittadini di Nìnive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, grandi e piccoli.
Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 24)
Rit: Fammi conoscere, Signore, le tue vie.

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza.

Ricòrdati, Signore, della tua misericordia
e del tuo amore, che è da sempre.
Ricòrdati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore.

Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via.

SECONDA LETTURA (1Cor 7,29-31)
Passa la figura di questo mondo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Questo vi dico, fratelli: il tempo si è fatto breve; d’ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l’avessero; quelli che piangono, come se non piangessero; quelli che gioiscono, come se non gioissero; quelli che comprano, come se non possedessero; quelli che usano i beni del mondo, come se non li usassero pienamente: passa infatti la figura di questo mondo!

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Mc 1, 15)
Alleluia, alleluia.
Il regno di Dio è vicino;
convertitevi e credete nel Vangelo.
Alleluia.

VANGELO (Mc 1,14-20)
Convertitevi e credete al Vangelo.

+ Dal Vangelo secondo Marco

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Fratelli e sorelle, il Signore è luce e salvezza per la nostra vita. Per l'intercessione di san Paolo, rivolgiamogli in comunione di fede le nostre suppliche.
Lo invochiamo dicendo: Padre, converti i nostri cuori!

1. Perché possiamo accogliere con docilità la Parola di Cristo tuo Figlio.
2. Perché nel mondo trionfi il bene sul male.
3. Perché gli uomini accolgano il messaggio di pace del Vangelo.
4. Perché le Chiese cristiane sappiano superare le divisioni ancora presenti.
5. Perché nelle famiglie si superino le fratture, attraverso una disponibilità al perdono reciproco.
6. Perché tutti i cristiani rispondano con docilità e prontezza alla propria vocazione.

O Dio, Padre di ogni uomo, giuda i nostri passi con la luce della tua Parola, e fa' che, uniti nel vincolo del tuo amore, accogliamo il tuo invito alla conversione e alla concordia. Per Cristo nostro Signore.

Preghiera sulle offerte
Accogli i nostri doni, Padre misericordioso,
e consacrali con la potenza del tuo Spirito,
perché diventino per noi sacramento di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona di comunione
Guardate al Signore e sarete raggianti,
e il vostro volto non sarà confuso. (Sal 34,6)

Oppure:
“Io sono la luce del mondo”,
dice il Signore; “chi segue me,
non cammina nelle tenebre,
ma avrà la luce della vita”. (Gv 8,12)

Oppure:
“Il regno di Dio è vicino;
convertitevi e credete al Vangelo”. (Mc 1,15)

Preghiera dopo la comunione
O Dio, che in questi santi misteri
ci hai nutriti col corpo e sangue del tuo Figlio,
fa’ che ci rallegriamo sempre del tuo dono,
sorgente inesauribile di vita nuova.
Per Cristo nostro Signore.

Commento
Nel Vangelo di Marco è la prima predica di Gesù.
È brevissima, ma offre una sintesi felicissima dei temi fondamentali di tutta la sua predicazione: il compimento del tempo, il regno di Dio, la conversione, la fede al vangelo. Poi vi è la chiamata dei primi discepoli: è il paradigma concreto di ogni sequela.
Ci sono due indicativi teologici che sono la ragione dei due successivi imperativi antropologici: è suonata l’ora messianica, l’attesa è finita poiché il regno di Dio si è fatto vicino, è ormai presente nella storia, perciò non è più possibile rimandare la decisione, occorre convertirsi, cambiare cioè la testa e la direzione del cammino passando a credere al vangelo.
Conversione e fede non sono due azioni che si succedono, ma due momenti del medesimo movimento: quello negativo del distacco, quello positivo di fondare la vita sul vangelo, cioè credere, mettendosi a seguire Gesù, appunto come Simone e Andrea, Giacomo e Giovanni.
Vangelo è il termine greco che significa lieta notizia nuova, e una bella notizia evidentemente porta gioia. Il regno di Dio è l’espressione riassuntiva di tutta la gioia. Gesù è questo regno arrivato: la gioia è qui a portata di mano. Chi decide di seguire Gesù è sicuro di arrivarci anche lui.