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Luce e ombra

Un albero, grande, ricco di fiori e frutti, illuminato dal sole splendente è bello a vedersi e da gioia…ma ha un difetto….fa ombra!Quest’immagine è simile ad un uomo, ad ogni uomo che viene nel mondo.Illuminato da Cristo, vera luce e Vita è grande, bello e fecondo di opere buone ma conserva però le sue fragilità….

Luce e ombra

Santa Marta 31.01.2017: GESÙ È SEMPRE IN MEZZO ALLA GENTE MA NON CERCA LA POPOLARITÀ

Se con perseveranza teniamo il nostro sguardo rivolto a Gesù, scopriremo con stupore che è Lui che guarda con amore ognuno di noi: è quanto ha detto il Papa nella Messa del mattino a Casa Santa Marta nel giorno in cui la Chiesa celebra la Memoria liturgica di San Giovanni Bosco. Gesù non massifica, guarda ognuno di noi L’autore della Lettera agli Ebrei ci esorta a correre nella fede “con perseveranza, tenendo fisso lo sguardo su Gesù”. Nel Vangelo è Gesù che ci guarda e si accorge di noi. Lui ci è vicino – spiega Papa Francesco - “è sempre in mezzo alla folla”: “Non è con le guardie che gli fanno la scorta, affinché la gente non lo toccasse. No, no! E’ rimasto lì e la gente lo stringe. E ogni volta che Gesù usciva, c’era più folla. Gli specialisti delle statistiche forse avrebbero potuto pubblicare ‘Cala la popolarità del Rabbi Gesù’… Ma lui cercava un’altra cosa: cercava la gente. E la gente cercava Lui: la gente aveva gli occhi fissi su di Lui e Lui aveva gli occhi fissi sulla gente. ‘Sì, si, sulla gente, sulla moltitudine’ – ‘No, su ognuno!’. E questa è la peculiarità dello sguardo di Gesù. Gesù non massifica la gente: Gesù guarda ognuno”. Gesù guarda le cose grandi e le cose piccole Il Vangelo di Marco racconta due miracoli: Gesù guarisce una donna malata di emorragia da 12 anni che, in mezzo alla folla, riesce a toccargli il mantello. E si accorge di essere stato toccato. Poi, risuscita la figlia dodicenne di Giàiro, uno dei capi della sinagoga. Si accorge che la ragazza ha fame e dice ai genitori di darle da mangiare: “Lo sguardo di Gesù va al grande e al piccolo. Così guarda Gesù: ci guarda tutti, ma guarda ognuno di noi. Guarda i nostri grandi problemi o le nostre grandi gioie, e guarda anche le cose piccole di noi. Perché è vicino. Gesù non si spaventa delle grandi cose, ma anche tiene conto delle piccole. Così ci guarda Gesù”. Lo stupore dell’incontro con Gesù Se corriamo “con perseveranza, tenendo fisso lo sguardo su Gesù” – afferma Papa Francesco – ci accadrà quanto è successo alla gente dopo la risurrezione della figlia di Giàiro, che fu presa “da grande stupore”: “Io vado, guardo Gesù, cammino davanti, fisso lo sguardo su Gesù e cosa trovo? Che Lui ha fisso il suo sguardo su di me! E questo mi fa sentire questo grande stupore. E’ lo stupore dell’incontro con Gesù. Ma non abbiamo paura! Non abbiamo paura, come non ha avuto paura quella vecchietta di andare a toccare l’orlo del manto. Non abbiamo paura! Corriamo su questa strada, sempre fisso lo sguardo su Gesù. E avremo questa bella sorpresa, che ci riempirà di stupore: lo stesso Gesù ha fisso il suo sguardo su di me”.

(Radio Vaticana)

Santa Marta del 24 gennaio. A Dio piace se ci arrabbiamo con Lui perché siamo veri

Fare la volontà di Dio non significa non discutere o non arrabbiarsi col Signore, importante è essere veri e non finti e alla fine dirgli il nostro “Eccomi”

Fare la volontà di Dio non significa non discutere o non arrabbiarsi col Signore, importante è essere veri e non finti e alla fine dirgli il nostro “Eccomi”: è questo, in sintesi, quanto ha detto il Papa nella Messa del mattino a Casa Santa Marta. Il servizio di Sergio Centofanti per Radio Vaticana


La storia della salvezza è una storia di "Eccomi"
Al centro dell’omelia del Papa è la Lettera agli Ebrei proposta dalla liturgia odierna. Quando Cristo viene nel mondo, dice: “Tu non hai voluto e non hai gradito né sacrifici né offerte, né olocausti né sacrifici per il peccato. Ecco, io vengo a fare la Tua volontà”. Questa parola di Gesù – spiega il Papa - chiude una storia di “eccomi” concatenati: “la storia della salvezza” è “una storia di “Eccomi”. Dopo Adamo, che si nasconde perché aveva paura del Signore, Dio comincia a chiamare e a sentire la risposta di quegli uomini e donne che dicono: “Eccomi. Sono disposto. Sono disposta”. Dall’Eccomi di Abramo, Mosè, Elia, Isaia, Geremia, fino ad arrivare al grande “Eccomi” di Maria e all’ultimo “Eccomi”, quello di Gesù. “Una storia di ’Eccomi’, ma non automatici”, perché “il Signore dialoga con quelli che invita”: “Il Signore dialoga sempre con quelli che invita a fare questa strada e a dire l’eccomi. Ha tanta pazienza, tanta pazienza. Quando leggiamo il Libro di Giobbe, tutti questi ragionamenti di Giobbe, che non capisce, e le risposte, e il Signore che gli dice, lo corregge … e alla fine, qual è l’eccomi di Giobbe? ‘Ah, Signore, Tu hai ragione: io soltanto ti conoscevo per sentito dire; adesso i miei occhi ti hanno visto’. L’eccomi, quando c’è la volontà, eh? La vita cristiana è questo: un eccomi, un eccomi continuo di fare la volontà del Signore. E uno dietro l’altro … E’ bello leggere la Scrittura, la Bibbia, cercando le risposte delle persone al Signore, come rispondevano, e trovare quelle è tanto bello. ‘Eccomi, io sono per fare la Tua volontà’”.

Non fingere mai con Dio
La liturgia odierna ci esorta a riflettere: come va il mio “Eccomi” al Signore?: “Vado a nascondermi, come Adamo, per non rispondere? O, quando il Signore mi chiama, invece di dire ‘eccomi’ o ‘cosa vuoi da me?’, fuggo, come Giona che non voleva fare quello che il Signore gli chiedeva? O faccio finta di fare la volontà del Signore, ma soltanto esternamente, come i dottori della legge che Gesù condanna duramente? Facevano finta: ‘Tutto bene … niente domande: io faccio questo e niente di più’. O guardo da un’altra parte come hanno fatto il levita e il sacerdote davanti a quel pover’uomo ferito, picchiato dai briganti, lasciato mezzo morto? Come è la mia risposta al Signore?”.


Anche arrabbiarsi con Dio è pregare
Il Signore ci chiama tutti i giorni e ci invita a dire il nostro “Eccomi” – conclude il Papa – ma possiamo “discutere” con Lui:
“A Lui piace discutere con noi. Qualcuno mi dice: ‘Ma, Padre, io tante volte quando vado a pregare, mi arrabbio con il Signore …’: ma anche questo è preghiera! A Lui piace, quando tu ti arrabbi e gli dici in faccia quello che senti, perché è Padre! Ma questo è anche un 'Eccomi' … O mi nascondo? O fuggo? O faccio finta? O guardo da un’altra parte? Ognuno di noi può rispondere: come è il mio 'Eccomi' al Signore, per fare la Sua volontà sulla mia vita. Come è. Che lo Spirito Santo ci dia la grazia di trovare la risposta”.

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Cristiani di massa (Tracce di Parola di Dio del 19.01.2017)

Le folle sono sempre un problema, anche quando sono mosse da motivi positivi. La folla dice massa, ma non sempre la massa fa bene alle singole persone che la compongono. Il cristianesimo non deve e non può mai essere ridotto a un fenomeno di massa, al massimo di popolo, cioè che anche fare con la gente reale, ma mai può sentirsi forte del suo essere folla. È Gesù stesso che ce ne parla nel vangelo di oggi. È così tanta la gente che lo segue che ad un certo punto chiede ai discepoli una soluzione: “Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo”. Quando il cristianesimo diventa massa allora rischia di schiacciare Gesù. E qual è la soluzione? Una barca dove possa salire e ripararsi. Immaginate che questa barca sia il silenzio di un tabernacolo, o un angolo della casa dove ci raccogliamo in preghiera, o un’azione di carità fatta nel silenzio. Queste barche che non ospitano masse salvano Cristo nella nostra vita. Dobbiamo sentirci forti di un pezzettino di barca personale che offriamo a Lui, più ancora che della grande tentazione di essere cristiani solo per abitudine di massa. Ma oggi è più trasgressivo andare a messa la domenica, perché le masse preferiscono i centri commerciali. Sii differente, almeno tu: trasgredisci. #dalvangelodioggi

Quanto siamo disposti a perdere? (Tracce di Parola di Dio del 29.12.2016)

La cosa che colpisce di più delle parole di Simeone nel Vangelo di oggi, è quella veloce allusione alla sofferenza di Maria, "anche a te una spada trafiggerà l'anima...". Eppure tutto il resto del racconto è un trionfo di gioia, di compimento. Ma Simeone ha ragione, quando si ama qualcuno bisogna fare spazio anche alla possibilità di dover soffrire per quel qualcuno. L'amore ci rende vulnerabili. L'amore è il contrario di quello che cerchiamo di fare nella vita, cioè proteggerci. L'amore ci espone. L'amore mette la nostra umanità a nudo, senza protezioni. Ma non è incoscienza, è consapevolezza di una cosa più grande, e cioè che ciò che ci rende felici lo si misura non da quanto ci guadagniamo ma da quanto siamo disposti a perdere. #dalvangelodioggi