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Riflessione settimanale: Siamo figli amati a prescindere

di don Luigi Maria Epicoco

Don luigi, nella riflessione odierna ci esorta a non essere tristi quando ascoltiamo il 'silenzio' di Dio, quando le nostre preghiere rimangono inascoltate. Ricordiamo di essere figli amati dal Padre, sempre. In questo modo manteniamo attivo il nostro metabolismo spirituale, come un buon atleta che non smette di allenarsi, così anche la nostra preghiera ci permette di fidarci, sperare e amare, sempre!

“In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai”. Che detto a noi che viviamo cronometrando anche ogni singolo frammento di esistenza, nel tentativo di ottenere il massimo risultato con la minor fatica, ci fa entrare in crisi. Una delle caratteristiche della vita spirituale deve essere l’ostinazione. La vita di preghiera deve farci sviluppare un carattere davvero volitivo. In fondo se uno va a partecipare alla maratona di New York con l’intento di recuperare il sonno forse non ha molto chiaro che in una maratona non si dorme, ma si corre, si suda, si fatica, ci si stanca. Eppure dalla preghiera noi cerchiamo più l’effetto “morfeo”, che l’effetto “tempra” a cui effettivamente serve. Raccontando così la storia della vedova insistente, Gesù non ci dice che dobbiamo convincere Dio stancandolo, ma che dobbiamo allenarci a pregare anche quando ci sembra che Dio non ci ascolti o che le nostre preghiere non servono a niente. In fondo lo sport non serve innanzitutto a vincere ma a contribuire alla salute del corpo. Così è anche della preghiera, non serve solo ad essere esaudita ma a far crescere in maniera generale la nostra capacità di fidarci, di sperare, e di amare. Ben vengano allora anche le vittorie, sapendo che però fondamentalmente non siamo dei disperati che devono essere ascoltati, ma dei figli che sono amati sempre. #dalvangelodioggi