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Guardiamo all'Essenziale: possiamo tornare ad impararlo

Con entusiasmo, dopo l'Assemblea Diocesana vissuta insieme, siamo tornati da Casamari. L'incontro con le altre realtà parrocchiali e religiose del nostro territorio ciociaro, le sollecitazioni e suggestioni del nostro Vescovo ci hanno riempito il cuore di nuova linfa e coraggio per affrontare con più fervore le sfide della nostra pastorale. Più vicina alle "povertà" delle nostre comunità e più lontana dalle sacrestie. "Incontrare, Ascoltare, dialogare"...preghiamoci sù con il Vangelo di oggi! (p.s. Sabato 14 ottobre inizia il Catechismo alle 15.30; per chi deve effettuare l'iscrizione meglio anticipare un po')h3 bg

In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».h3 bg

"Marta, Marta tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c'è bisogno...". Le parole di Gesù rivolte alla povera Marta ci interpellano in prima persona. Molto spesso siamo noi Marta, presi e affogati dalle tante cose da fare. Certamente lo facciamo con buone intenzioni ma arriva un momento in cui persino la più lodevole attività la compiamo in maniera disumana perchè abbiamo perso di vista il vero senso, il vero bene di quella cosa. Anche l'amore può diventare una cosa da fare che non ci fa sentire più felici. La differenza tra Marta e Maria sta proprio in questo. Maria non perde di vista l'essenziale della realtà, Marta invece pensa a tutto fuorchè all'essenziale. Gesù nella scena del vangelo rappresenta l'essenziale, il motivo per cui quella giornata era straordinariamente bella. Se nelle nostre giornate perdiamo di vista ciò per cui vale la pena vivere allora diveniamo Marta, e ci affoghiamo nelle cose della vita. Dobbiamo tornare a domadarci: "per che cosa vale la pena la mia vita?" e una volta risposto dobbiamo cercare di non distogliere mai lo sguardo da questo. Non spaventiamoci se non riusciamo subito a rispondere, forse da troppi anni non siamo più allenati a riconoscere l'essenziale. Ma anche questo si può tornare ad impararlo. #dalvangelodioggi (don Luigi Maria Epicoco)