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Giovedì Santo: Cena con i piedi (liberi)

di don Luigi Maria Epicoco

lavanda roma0004Oggi comincia quello che i cristiani chiamano il "triduo santo", cioè tre giorni in cui a rallentatore si ripercorre tutto il nocciolo della fede in Cristo. La giornata di oggi è tradizionalmente conosciuta come la liturgia dell'ultima cena, cioè del momento in cui Gesù istituisce l'eucarestia. E' paradossale, però, il fatto che oggi durante la messa "in coena domini" si legga la versione che ne dà l'evangelista Giovanni. Non ci sono pani spezzati e calici passati di mano in mano, ma si racconta più che altro di piedi lavati e di silenzi imbarazzati.Gesù si inginocchia, dopo essersi cinto le vesti, e lava i piedi ai discepoli. Perchè proprio i piedi? Qualche ora dopo Pilato si laverà le mani, e ancora prima Giuda avrà sicuramente tentato di lavarsi la bocca da quel bacio dannato che aveva dato al maestro nell'orto degli ulivi. Gesù sceglie i piedi. Forse lo fa perchè sotto la pianta dei piedi della gente è archiviata la strada che hanno fatto. Dove è andata, in quale pozzanghera è caduta, che sentieri faticosi ha percorso o quanta erba fresca ha calpestato. I piedi sono il simbolo di tutto quello che percorriamo con la nostra vita. Lavarli significa liberarsi di tutta quella terra, molto spesso fatta di dolore, che ci è rimasta attaccata addosso. Solo quando uno ha preso questa distanza significativa dalla propria storia, può sedersi a tavola con Gesù ed ascoltarlo; diversamente continuerà a tenere il pensiero a quella terra, a quel dolore, a quelle pietre conficcate nella carne, e non ci sarà tempo per accorgersi di nient'altro se non dei propri piedi. Non ci saranno tramonti o panorami, volti o amori, speranze o silenzi, colori o musiche. Tutta l'attenzione sarà sempre fissa su questo archivio segreto relegato in fondo al nostro corpo, in quella parte che tocca la terra con tutto il peso del resto del corpo, della testa innanzitutto ma anche del cuore...Gesù libera i discepoli da un' attenzione sbagliata e li abilita a sentire, vedere, accorgersi, mangiare, gustare, piangere. E' interessante come il maestro ci tenga a dire "lavatevi i piedi gli uni gli altri". Cioè il cristianesimo è mettersi in ginocchio davanti ai piedi degli altri e non ai nostri. La fede in Gesù la si consuma solo a vicenda e mai nella solitudine. Lasciarsi lavare i piedi e lavare i piedi agli altri...Volesse il cielo che ci riprendessimo questa vocazione primordiale a liberare gli altri dalla sporcizia della terra che hanno calpestato. Dalla pece oscura del dolore che non si stacca più dalla carne. Dalle ferite profonde di chi è stato tradito o ha dovuto svoltare repentinamente per altre vie a causa di forze maggiori. Se non ci carichiamo della storia degli altri e non lasciamo che gli altri facciano altrettanto con noi, allora non siederemo mai a tavola. Non sperimenteremo mai la vertigine dell'amicizia, dell'intimità, delle parole sussurrate, della nostalgia, degli sguardi, dell'intesa. Ma avvertiremo solo la paura, la frustrazione, la rabbia, il rancore, l'insicurezza per tutto quello che ci è capitato. "Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!»." #giovedìsanto

Mercoledì Santo: Dobbiamo accogliere quel Giuda che c’è in noi e disarmarlo

di don Luigi Maria Epicoco

Mercoledì Santo: Dobbiamo accogliere quel Giuda che c’è in noi e disarmarlo

“Allora uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti e disse: "Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?". E quelli gli fissarono trenta monete d'argento”. Si può stabilire un prezzo per vendere chi si ama? C’è una cifra per comprare o vendere l’amore? Siamo tutti indignati davanti al gesto di Giuda ma senza accorgerci che anche noi siamo dei commercianti d’amore. Anche noi a volte vogliamo comprare l’affetto delle persone perché vorremmo sentirci amati. Anche noi svendiamo il nostro amore magari solo per una questione di convenienza. Giuda è una mentalità, e purtroppo una mentalità molto diffusa. Ma per cambiare dobbiamo smettere di crocifiggere Giuda e fare come avrebbe fatto Gesù. Dobbiamo accogliere quel Giuda che c’è in noi e disarmarlo. Se avessimo più rispetto e più bene nei nostri confronti smetteremmo di pensare come Giuda. Uno che si ama non si metterebbe mai a commerciare con l’amore. Capirebbe che è meglio soffrire che trovare anestetici a buon prezzo. È meglio una mancanza che una finta pienezza. È meglio essere poveri che avere in tasca il denaro ottenuto vendendo amore. In termini laici questa è prostituzione, ma fa impressione a dover dire che in noi c’è il rischio di tutto questo. Chi vive così è come se non vivesse: “Meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!". Giuda, il traditore, disse: "Rabbì, sono forse io?". Gli rispose: "Tu l'hai detto"”. #dalvangelodioggi

Martedì santo: salvezza e resurrezione nella vertigine delle delusioni

Di don Luigi Maria Epicoco

Martedì santo: salvezza e resurrezione nella vertigine delle delusioni

Ci sono due tipi di dolore: uno fisico e uno interiore. Gesù li ha provati entrambi. La Sua crocifissione esteriore è avvenuta ad opera dei romani, ma quella interiore ad opera dei suoi amici. Il tradimento dei suoi fu per Lui come un altra crocifissione forse più dolorosa, perchè si porta addosso l'amaro della delusione, dell'abbandono di chi Egli pensava gli volesse bene. Molte volte anche noi sanguiniamo di questo dolore interiore, feriti dal fuoco amico di chi ci ama. Gesù nel Vangelo di oggi ci ricorda che anche quando sentiamo la vertigine di certe delusioni e di certe fitte provocate da chi ci ama, anche lì Lui è con noi come qualcuno che sa quanto possa far male. Anche lì Egli porta salvezza, resurrezione. #dalvangelodioggi

Lunedì Santo: Tracce di Parola di Dio nella Settimana Santa

Lunedì Santo: Tracce di Parola di Dio nella Settimana Santa

In questa Settimana "Santa", vogliamo portare in home page il commento alla pagina del Vangelo del giorno, in questo modo tutti avremo più facilità di meditare e con l'occasione ritagliarci un momento di silenzio e preghiera. Come sempre ci aiuterà don Luigi Maria Epicoco.


Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Làzzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Làzzaro era uno dei commensali.
Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo.
Allora Giuda Iscariòta, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro.
Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».
Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Làzzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Làzzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.

"Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo". Certi gesti dell'amore li comprende solo chi ama; gli altri calcolano, l'amore no. Per questo Giuda usa persino l'argomento convincente dei poveri per censurare il gesto d'amore di Maria. Noi cristiani dobbiamo ricordarci continuamente che dobbiamo SERVIRE i poveri e non SERVIRCI dei poveri. Perchè molto spesso invece di servirli ce ne serviamo come alibi per non amare. Usiamo i poveri per avere gli applausi, i riflettori, la credibilità, ma solo "perchè siamo ladri" e non perchè ci teniamo davvero a loro. "Una Chiesa senza Gesù sarebbe una ONG pietosa" ha detto papa Francesco all'inizio del suo pontificato. Torniamo ad imparare da Maria perchè di Giuda ne è pieno il mondo. Noi crediamo nella povertà e non nel pauperismo che è solo una forma di propaganda... #dalvangelodioggi