Articles in Category: cronache

cronache

Tu vali! Vali a tal punto che sono morto per te

di don Luigi Maria Epicoco

Tu vali! Vali a tal punto che sono morto per te

“Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna”. Mi piacerebbe che rileggessimo più e più volte queste parole del Vangelo di oggi. Le lasciassimo così scendere fin nel profondo del nostro cuore. A me creano sempre una profonda commozione. Sapermi amato a tal punto da sapere che Dio ha chiesto al proprio Figlio di sacrificarsi per me non mi lascia indifferente. La fede non è tanto credere delle cose su Dio, ma credere di più in noi stessi accettando di essere amati così per davvero. Ci svalutiamo troppo. Crediamo di più alla nostra tenebra che alla luce con cui siamo guardati: “ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie”. Ai nostri occhi è più credibile il bicchiere mezzo vuoto. Ci guardiamo quasi sempre con giudizio, con sensi di colpa e non riusciamo a cogliere invece lo sguardo che Dio ha su di noi. Uno sguardo che dice: “Tu vali! Vali a tal punto che sono morto per te”. Non ci dice questo per far nascere in noi gratitudini o sensi di colpa. Dio non ha bisogno dei nostri grazie, o delle nostre frustrazioni. Egli ha bisogno della nostra felicità. L’unica cosa che davvero dà gloria a Dio è essere felici. Perché l’unica cosa che appaga uno che ama è sapere che chi sta amando è felice. Per quella felicità darebbe via anche se stesso. E Dio lo ha fatto veramente. La memoria di questo crea dentro di noi una irresistibile gratitudine che la teologia chiama “eucarestia”. Tutte le volte che celebriamo l’eucarestia dovremmo celebrare questo mistero di gratitudine. Il mistero della Sua passione, morte e resurrezione è un mistero di amore non di mero sacrificio. E’ il mistero che ci ricorda che valiamo più dei nostri peccati, più delle circostanze difficili, più dei problemi che dobbiamo vivere, più delle situazioni che ci tocca affrontare. Valiamo non perché ciò è evidente, ma perché il Suo amore lo rende evidente. Dovremmo sempre vivere di conseguenza a tutto questo. #dalvangelodioggi

Andiamo al sodo: Gesù è Risorto. E' Lui il Signore!

di don Luigi Maria Epicoco

Andiamo al sodo: Gesù è Risorto. E' Lui il Signore!

La resurrezione di Cristo o è un fatto o non serve a nulla. Finché continueremo a pensare che la resurrezione è una questione simbolica, allegorica, allora faremo il gioco di tutti quelli che del cristianesimo si prendono la panna e buttano la torta. La nostra fede è basata su un fatto, non su una filosofia. E i fatti delle volte sono più grandi dei nostri ragionamenti. Davanti ai fatti ci si inginocchia e si adora un po' come le donne del vangelo di oggi: "Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono". È solo a partire da questo fatto che poi tutto vale la pena. Si diventa cristiani non innanzitutto per ragionamento ma per evidenza di fatti. Ma si sa che per noi è più facile negare la realtà pur di non farci mettere in discussione da ciò che accade davanti ai nostri occhi. Ecco perché fin dall'inizio c'è sempre stata la tentazione di imbrogliare, poiché ammettere qualcosa ci rende anche infinitamente responsabili. Gli anziani del vangelo di oggi, davanti a ciò che le guardie hanno visto preferiscono la via dell'inciucio alla via dell'ammissione dell'errore: "Dite così: "I suoi discepoli sono venuti di notte e l'hanno rubato, mentre noi dormivamo". E se mai la cosa venisse all'orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione". Ma il problema non è imbrogliare gli altri, il vero problema è avere il coraggio di fare i conti con sé stessi. Infatti ciò che rimane del tentativo di insabbiare il fatto della resurrezione di Cristo non è il dubbio, ma una immensa processione di persone che con quel fatto si sono dovuti confrontare, lottare. Infatti il cristianesimo si regge o cade davanti a questo fatto. Non si è cristiani semplicemente perché si condividono le idee di Gesù, ma perché si crede che Egli è veramente risorto. Ma poter affermare questo è un dono, più ancora che una convinzione. È il dono di riconoscere in un fatto l'opera straordinaria di Dio che ha liberato il Figlio dalla morte. È il dono di poter dire "Gesù è il Signore". #dalvangelodioggi

Lunedì 19 marzo è la Festa di San Giuseppe

di don Luigi Maria Epicoco

Lunedì 19 marzo è la Festa di San Giuseppe

"Il respiro si fa corto. Gli occhi cominciano a non vedere bene. Siamo giunti al capolinea Giuseppe. Tutto il tuo lavoro, tutto il tuo amore, tutta la tua vita sta giungendo all'ultimo grande passo, quello della morte. Gesù si avvicina al tuo letto e decide di prenderti fra le sue braccia. Ti solleva come un bambino. Quando si diventa anziani si torna un po' bambini. Poggi la tua testa sul suo petto. Senti i battiti del suo cuore. Maria piange e ti sorride. Ti bacia la fronte, e d'un tratto ti accorgi quale grande onore hai avuto a passare la tua vita occupandoti di loro due. Glielo dici. Tu Giuseppe hai rinunciato ai tuoi sogni e Dio ti ha regalato il Suo sogno. Ti senti un po' in colpa perché vorresti avere un po' paura. E' giusto avere un po' paura della morte. Ma come si può avere paura morendo fra le braccia di Gesù e Maria? Nei secoli la tua morte sarebbe stata ricordata come una "morte santa", la prima. Gesù si avvicina al tuo orecchio e ti sussurra che ti vuole bene. Poi come un dolce comando ti dice: "Vai pure papà". E il tuo respiro prende il volo verso il cielo. A Dio Giuseppe. A Dio….Grazie per la tua vita e per il tuo Si".

8°GIORNO #NovenaSanGiuseppe

Alle 17.30 la S.Messa solenne in onore di S.Giuseppe

Oggi è la Festa del papà, auguri a tutti e un ricordo nella preghiera di oggi!