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Cammino quaresimale. Sapersi dire dei no. Con lo sguardo fisso su Gesù.

di don Luigi Maria Epicoco

Cammino quaresimale. Sapersi dire dei no. Con lo sguardo fisso su Gesù.

Per capire quanto possa essere serio il tempo inaugurato con la Quaresima, il vangelo di oggi parte subito con il mettere in chiaro quanto sia esigente un cammino del genere: “Se uno vuol venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la propria vita per amor mio, la salverà”. Rinunciare a se stessi sembra una faccenda da masochisti, da gente che gode nel farsi male. Ma in realtà Gesù non ci sta dicendo di maltrattarci ma di “rinunciare”, cioè di saperci dire anche dei no. La persona libera è la persona che sa dirsi anche dei sani NO. Solitamente pensiamo di esserne sempre in grado, finché però non ci proviamo veramente. È in quel momento che comprendiamo quanto possiamo essere schiavi di un Faraone che si chiama “io”. E solitamente questo Faraone vuole conquistare tutto, ma dice Gesù: “che serve all'uomo guadagnare tutto il mondo, se poi perde o rovina se stesso?”. La strada di una conversione si prefigura così come una strada di liberazione. È una libertà da se stessi innanzitutto, prima ancora che diventare una libertà che ha a che fare con il resto del mondo. Non può esistere l’amore senza la libertà, e quindi non possiamo davvero dire di amarci se non recuperiamo la libertà necessaria che rende vero l’amore. Solo chi sa mettersi di fronte a se stesso con dei si e dei no può dirsi libero abbastanza da volersi anche sanamente bene. Assecondarsi in tutto non è amore, è dipendenza. Negarsi tutto non è amore, è cattiveria verso se stessi. L’amore è dire si e no, e non solo si o solo no. E la palestra più alta di questa libertà è saper prendere sulle proprie spalle la propria croce. Ciò significa non andarsi a cercare situazioni difficili, ma prendersi cura e sentirsi responsabili di tutto ciò che la vita ci offre di bello e di brutto. Ma c’è un altro verbo che non dobbiamo dimenticare nel discorso che Gesù fa: seguire. Delle volte ci carichiamo della vita ma non seguiamo nessuno. Ma è nel seguire Lui che si arriva da qualche parte. #dalvangelodioggi

Cammino di Quaresima 2018

Cammino di Quaresima 2018
  • martedì 13 alle 16 incontro di catechesi per Azione Cattolica, Pia Unione e Caritas - alle 20.30 prove di canto
  • Mercoledì: "Le Ceneri" - inizia il cammino quaresimale. S. Messe alle 9 - 17.30 - 19
  • Domenica prossima presentazione dei bambini che riceveranno il sacramento della 'Confessione'

Ogni settimana:

  • mercoledì alle 18 "Parola da mangiare" - incontro sul Vangelo della Domenica
  • giovedì: alle 16.30 Adorazione Eucaristica
  • venerdì alle 16.45 Via Crucis

Avete ragione, sono tutti appuntamenti ordinari, nel senso che tutto l'anno eccetto nella pausa estiva, abbiamo lo stesso programma settimanale ma la quaresima ci spinge a metterci in discussione. Allora con fede ed entusiasmo mettiamoci in cammino! 

Tranquilli! Gesù si preoccupa di noi! - Buona Quaresima

di don Luigi Maria Epicoco

Tranquilli! Gesù si preoccupa di noi! - Buona Quaresima

L’evangelista Marco è molto bravo a disegnare con il suo racconto la dimensione della sproporzione su cui si poggia il miracolo narrato oggi nel Vangelo. C’è una grande e numerosa folla, molta fame e solo qualche briciola a disposizione. Gesù potrebbe limitarsi a impartire insegnamenti e a dare dritte morali o teologiche, ma la sua è sempre una preoccupazione pratica, concreta. Egli si accorge sempre della concretezza della vita delle persone che ha davanti. Si accorge sempre della concretezza dei bisogni: «Io ho pietà di questa gente; poiché da tre giorni sta con me e non ha da mangiare. Se li rimando a casa digiuni, verranno meno per strada; perché alcuni di loro sono venuti da lontano». La Chiesa per essere tale deve sempre avere il medesimo sguardo di attenzione che Cristo ha sulle folle. Non si può essere davvero la Chiesa di Cristo se non ci sentiamo toccati “dalla fame della gente”, alla stessa maniera di Cristo. Per questo da sempre la Chiesa non è mai rimasta indifferente al grido dei poveri, perché quando si nasconde nell’indifferenza non è più la Chiesa di Cristo. Ma proprio perché è sua ha tutto il diritto di rivolgersi a Lui così come fanno i discepoli: «Come si potrebbe mai saziarli di pane qui, in un deserto?». Ma Gesù ha già in mente come fare: Si fa consegnare il “poco” che hanno e dal quel poco ne viene fuori una moltiplicazione sovrabbondante. Il Vangelo di oggi ci insegna la differenza tra la magia e la fede. La prima è frutto di fantasia e pretende che le cose accadano dal nulla. La seconda è frutto di Dio e ci insegna che Lui compie miracoli moltiplicando non il nulla ma il possibile, il “poco” che abbiamo. Senza quei pochi pani e pesci non ci sarebbe stata moltiplicazione. Quasi a dire che quel poco che riusciamo a fare con le nostre forze non è inutile, è la base su cui Dio può metterci il resto. Abdicare al nostro possibile significa condannare le folle a rimanere senza nulla. La formula di oggi è: il mio poco + la Grazia di Dio= sfamano tutti (e ne avanza pure). #dalvangelodioggi 10.02.2018

Inaugurato il mosaico allo Spirito Santo

Inaugurato il mosaico allo Spirito Santo

Di seguito vi aggiungiamo i link dove poter recuperare gli album di questi ultimi giorni (per comodità utilizziamo i servizi Google poichè in ogni caso sono visibili per tutti)