Articles in Category: cronache

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Andiamo al sodo: Gesù è Risorto. E' Lui il Signore!

di don Luigi Maria Epicoco

Andiamo al sodo: Gesù è Risorto. E' Lui il Signore!

La resurrezione di Cristo o è un fatto o non serve a nulla. Finché continueremo a pensare che la resurrezione è una questione simbolica, allegorica, allora faremo il gioco di tutti quelli che del cristianesimo si prendono la panna e buttano la torta. La nostra fede è basata su un fatto, non su una filosofia. E i fatti delle volte sono più grandi dei nostri ragionamenti. Davanti ai fatti ci si inginocchia e si adora un po' come le donne del vangelo di oggi: "Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono". È solo a partire da questo fatto che poi tutto vale la pena. Si diventa cristiani non innanzitutto per ragionamento ma per evidenza di fatti. Ma si sa che per noi è più facile negare la realtà pur di non farci mettere in discussione da ciò che accade davanti ai nostri occhi. Ecco perché fin dall'inizio c'è sempre stata la tentazione di imbrogliare, poiché ammettere qualcosa ci rende anche infinitamente responsabili. Gli anziani del vangelo di oggi, davanti a ciò che le guardie hanno visto preferiscono la via dell'inciucio alla via dell'ammissione dell'errore: "Dite così: "I suoi discepoli sono venuti di notte e l'hanno rubato, mentre noi dormivamo". E se mai la cosa venisse all'orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione". Ma il problema non è imbrogliare gli altri, il vero problema è avere il coraggio di fare i conti con sé stessi. Infatti ciò che rimane del tentativo di insabbiare il fatto della resurrezione di Cristo non è il dubbio, ma una immensa processione di persone che con quel fatto si sono dovuti confrontare, lottare. Infatti il cristianesimo si regge o cade davanti a questo fatto. Non si è cristiani semplicemente perché si condividono le idee di Gesù, ma perché si crede che Egli è veramente risorto. Ma poter affermare questo è un dono, più ancora che una convinzione. È il dono di riconoscere in un fatto l'opera straordinaria di Dio che ha liberato il Figlio dalla morte. È il dono di poter dire "Gesù è il Signore". #dalvangelodioggi

Lunedì 19 marzo è la Festa di San Giuseppe

di don Luigi Maria Epicoco

Lunedì 19 marzo è la Festa di San Giuseppe

"Il respiro si fa corto. Gli occhi cominciano a non vedere bene. Siamo giunti al capolinea Giuseppe. Tutto il tuo lavoro, tutto il tuo amore, tutta la tua vita sta giungendo all'ultimo grande passo, quello della morte. Gesù si avvicina al tuo letto e decide di prenderti fra le sue braccia. Ti solleva come un bambino. Quando si diventa anziani si torna un po' bambini. Poggi la tua testa sul suo petto. Senti i battiti del suo cuore. Maria piange e ti sorride. Ti bacia la fronte, e d'un tratto ti accorgi quale grande onore hai avuto a passare la tua vita occupandoti di loro due. Glielo dici. Tu Giuseppe hai rinunciato ai tuoi sogni e Dio ti ha regalato il Suo sogno. Ti senti un po' in colpa perché vorresti avere un po' paura. E' giusto avere un po' paura della morte. Ma come si può avere paura morendo fra le braccia di Gesù e Maria? Nei secoli la tua morte sarebbe stata ricordata come una "morte santa", la prima. Gesù si avvicina al tuo orecchio e ti sussurra che ti vuole bene. Poi come un dolce comando ti dice: "Vai pure papà". E il tuo respiro prende il volo verso il cielo. A Dio Giuseppe. A Dio….Grazie per la tua vita e per il tuo Si".

8°GIORNO #NovenaSanGiuseppe

Alle 17.30 la S.Messa solenne in onore di S.Giuseppe

Oggi è la Festa del papà, auguri a tutti e un ricordo nella preghiera di oggi!

L'abbraccio della Croce, questo è il Cristianesimo (Riflessioni di metà Quaresima)

di don Luigi Maria Epicoco

L'abbraccio della Croce, questo è il Cristianesimo (Riflessioni di metà Quaresima)

C'è dentro di noi una voce, una menzogna che ci fa sentire sempre il dito puntato addosso. E' una voce che racconta la nostra storia trasformandola sempre in una grande accusa. Così tutto diventa solo un'immensa corsa a trovare il colpevole. E' colpa mia, oppure di mio padre, o di mia madre, delle circostanze, del mio fisico, di quello che mi è successo, di quella situazione. Vivere una vita sotto accusa significa vivere una vita tentando di trovare solo qualcuno con cui prendersela. Ma questa non è vita, è inferno. E' la voce dell'Accusatore, è così che lo chiama l'Apocalisse. A questa voce Dio risponde con il Figlio: "Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui". Lasciarci trasformare dal Vangelo significa imparare a disobbedire a questa voce dentro di noi. Significa smettere di voler trovare colpevoli, e mettersi a cercare invece un significato. In Gesù noi questo significato lo abbiamo trovato, ma non è facile per noi consegnarci a qualcuno che non ci punta il dito ma allarga le braccia. Per non chiudere mai questo abbraccio Gesù si lascia inchiodare sulla croce. La croce è un abbraccio che non vuole mai smettere di esserlo. Il cristianesimo non è il culto della croce, ma di questo abbraccio. E se noi ci riconosciamo nel segno della croce è solo perché ci ricorda questo Amore irreversibile con cui Dio ci ha amati. Gesù non è salito in Croce per farci sentire in colpa, ma per ricordarci quanto siamo amati. #dalvangelodioggi